File di fedeli per visitare l’innovativo presepio LA NATIVITA’ al Santuario della Madonna delle Grazie

 

Non è la prima volta che la comunità dei frati Servi di Maria, custodi del Santuario della Madonna delle Grazie di Pesaro, presentano dei presepi cosiddetti moderni. Dopo il presepio di alcuni anni fa realizzato da padre padre Aurelio, in cui il Bambino Gesù era collocato con la sua culla al centro della piazza del Popolo di Pesaro, con tutti i palazzi limitrofi, Prefettura, Poste, Baviera e Comune, quest’anno, dopo anni che sono stai realizzati presepi tradizionali, è stata raffigurata una preziosa Natività realizzata dal Liceo Artistico “F.Mengaroni”. Ne parliamo anche da un punto di vista teologico con il priore del Santuario della Chiesa dei Servi di Maria, padre Luciano Panicali.

-Padre Luciano, qual è il messaggio che La Natività lancia oggi ad una società sempre più distratta e individualista?

“Intanto vorrei ringraziare il Liceo Artistico, sapientemente guidato dalla professoressa Paola Fraschetti insieme ai docenti Antonioni, Pagnini e Carloni che ha realizzato questo capolavoro artistico e che ci è stato gentilmente concessa dalla Bottega del Concommercio Equo e Solidale, che l’aveva commissionata per illustrare la propria mission: il riconoscimento della dignità di ogni uomo e della loro sostanziale parità in tema di diritti e di opportunità attraverso relazioni commerciali non inique, come in diverse Encicliche Papa Francesco ha fortemente richiesto a tutti gli uomini di buona volontà ed in particolare ai credenti”.

-Questo passaggio fra la Bottega del Commercio Equo e Solidale e il Santuario della Madonna delle Grazie è significativo. Forse siamo divenuti terra di missione anche noi?

“Papa Francesco ha ribadito più volte come le società consumistiche come la nostra, dove prevale l’individualismo, l’egoismo e una globalizzazione culturale, sono a rischio e divengono terre di missione per recuperare i valori, l’anima direbbe il santo curato d’Ars. In un tempo come l’attuale, lacerato dalle divisioni e marcato dalle disuguaglianze, i frati Servi di Maria intendono riproporre questa riflessione come stimolo e ripensamento alla Incarnazione di Gesù, che annuncia per tutti un messaggio di liberazione e di fraternità, che deve sempre tradursi in gesti ed azioni coerenti”.

-Padre Luciano ci può spiegare gli aspetti artistico e teologico della scultura LA NATIVITA’?

“La Natività, di un accecante bagliore, è collocata nell’Altare principale della navata destra del Santuario, dove tradizionalmente veniva realizzato il Presepe di statuine e di casette. Quest’anno i frati Servi di Maria, consapevoli che le tradizioni rischiano di perdere nel tempo la loro suggestione, offrono ai fedeli un’occasione di ripensare al Natale di Gesù con una stimolante ed innovativa lettura artistica. La composizione, infatti, costituisce un blocco unitario che vede i molti personaggi protesi in adorazione verso il Bambino, che viene loro esposto e quasi offerto dalla Madre e da San Giuseppe. Il Bambino è inserito in un triangolo che ne sottolinea la Dvinità Trinitaria. E’ alquanto evidente il richiamo alla visione del Paradiso di Dante. Ma la composizione unitaria rinvia ad una modernissima concezione teologica, e più precisamente a quella evolutiva di Teilhard de Chardin. L’umanità aspira e tende ad una armonia che coinvogle tutto il creato, che trova nel Cristo la congiunzione e la dinamica di tutto. La Sua incarnazione avvia questo processo”.

“Lei giustamente ha citato Teilhard de Chardin, uno dei pilastri insieme a Ranher della teologica cattolica del Novecento. Vorrei però citare un altro teologo Bernard Sesboué che ha scritto un saggio Cristologia fondamentale, che pone i quesiti di credenti e non di fronte a Cristo oggi, nelle città e nelle periferie. Insomma la Cristologia che annuncia spesso papa Francesco, deve uscire dalle aule dei seminari, per presentare il Cristo non solo dogmatico o esclusivamente con una visione apologetica, ma trovare una sintesi fra le due discipline. La fede deve diventare riflessione e superare quelle barriere oscurantistiche, fatte da pseudo mode culturali, l’agnosticismo, il relativismo, che sono più pericolosi dell’ateismo, ormai filosoficamente e teologicamente superato”.

-Una scultura come LA NATIVITA’ può essere un esempio, o meglio un messaggio di Fede?

“Sì, perchè innanzittutto vi è un bianco uniforme che avvolge tutta la composizione che sta ad indicare la fusione del creato in Dio, dove peraltro ogni essere umano mantiene la sua personale identità, espressa dal colore nei volti dei singoli personaggi. Tecnicamente, l’opera è stata realizzata sia con materiali di uso classico nella scultura, come il gesso scagliola, sia con materiali contemporanei, come il polistirene, scelti per soddisfare le esigenze espressive e funzionali dell’opera stessa. In realtà il materiale povero risente della grande tradizione scultorea italiana che ha nella Pietà Rondanini di Michelangelo forse il punto più alto”.

 

Paolo Montanari

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