Leggere, leggere……pensare, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

La storia e le arti, è il tema che propone come strenna natalizia, la casa editrice Carrocci nella collana Frecce. Il primo saggio è di Stefano Gasparri, dal titolo VOCI DAI SECOLI OSCURI, un percorso nelle fonti dell’alto medioevo. Stefano Gasparri è ordinario di Storia medievale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Studioso dell’alto medioevo italiano, in particolare dell’età longobarda e carolingia, si è occupato anche della più antica storia di Venezia. Ha studiato inoltre la cavalleria nelle città italiane centro-settentrionali nei secoli centrali e tardi del medioevo. In quest’ultimo saggio l’autore compie un itinerario che va dal tramonto di Roma all’età carolingia. L’itinerario è costruito grazie ad una lunga serie di fonti, tradotte e interpretate, che percorrono tutto l’alto medioevo italiano, dal VI secolo al IX secolo, e che mettono in primo piano figure diverse: gente comune e personaggi illustri, barbari e chierici, mercanti e vescovi e sovrani come Carlo Magno. L’autore sottolinea che i secoli dell’alto medioevo, detti oscuri, in realtà sono importanti, in quanto nacque un nuovo mondo, diverso dall’antico e allo stesso tempo radicato in esso. Una società semplice dominata dalla guerra e dalla religione cristiana. Due facce dell’oscurità dell’Alto medioevo: la prima più popolare, è data dal carattere rozzo di quei secoli. La seconda è legata ad una analisi più approfondita da parte degli specialisti, e riguarda la carenza di testimonianze. Marc Bloch in APOLOGIA DELLA STORIA, ha dimostrato che entrando in un laboratorio di un artigiano nell’Alto Medioevo, si trovano le fonti che non sono in prevalenza scritte. Negli ultimi decenni sono entrate come fonti di studio, quelle archeologiche, che hanno influenzato la tesi di Pirenna sulla fine del mondo antico. La maggior parte delle nazioni europee fa nascere le proprie origini lontane dalla fine del mondo antico e romano e di conseguenza, ogni storia è a sè e talvolta anche conflittuali. Si pensi alla valutazione data alle invasioni barbariche in Italia e Francia rispetto alla storiografia tedesca. Con l’unità europea, il mito di Carlo Magno è stato un collante per le varie interpetazioni e vi è stata una ricerca internazionale dal titolo The Transformation of the Roman World, che ha aperto a storici e archeologi, un nuovo mondo interpretativo, evidenziando i caratteri comuni, la stessa eredità romana, per il tramite dell’espansione della politica carolingia e di quella della dffusione del cristianesimo. Nella nuova narrativa anche il ruolo dei barbari è cambiato. Non più semplici distruttori, ma oggi vengono visti come un potente fattore di cambiamento. Nel libro l’autore fa parlare direttamente le fonti spesso tradotte. Vengono messi in primo piano personaggi diversi, come Paolo Diacono in rapporto all’invasione longobarda; il campanilismo e la lotta fra Arezzo e Siena con il famoso giudicato di Ambrogio; storie di schiavi, servi e contadini, con un capitolo legato alla religosità dei servi di Santa Maria in Organo. Poi l’aspetto salvifico con le donazioni per la salvezza dell’anima; i mercanti e soldati; le origini di Venezia e il primo doge; la nascita del patrimonio di San Pietro e, infine, un matrimonio controverso fra Carlo Magno e pseudo Ermenegilda.

Paolo Montanari

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