Tanti auguri di Buon Natale e Buon Anno con il Balletto di Mosca al teatro Rossini

 

Siamo in clima natalizio e cosa vi è di meglio che trascorrere qualche ora in un’atmosfera romantica e talvolta struggente, che solo la musica classica può offrire. Ed è il caso di un appuntamento da non perdere per gli appassionati di balletto classico, venerdì 29 dicembre, alle ore 21,00 al teatro Rossini di Pesaro, dove andrà in scena IL LAGO DEI CIGNI, con il Balletto di Mosca la Classique, sotto l’egida del Dipartimento della Cultura della Città di Mosca – Moskoncert, diretto da Elik Melikov, coreografie di Marius Petipa e musiche di P. Tchaikovsky. Lo spettacolo rientra nel cartellone Move Danza 2017/18 con il patrocinio Amat, Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro, Regione Marche e Ministero dei Beni artistici e dello spettacolo. Il lago dei cigni è il più acclamato tra i capolavori del genio sfortunato russo Tchaikovsky su coreografie di Lev Ivanov e Marius Petipa. A proporlo sono 40 giovani del famoso Balletto di Mosca, provenienti dalle migliori accademie di Mosca e San Pietroburgo, interpreti di una versione coreografica che ricostruisce filologicamente l’opera originale. I ballerini in scena rievocheranno la storia d’amore eterna tra Odette e il Principe Sigfried, sullo sfondo scenografie di grande impatto e un uso della luce ricercato che pemette di creare le incantate atmosfere del lago. Come più volte si sono espressi critici, e studiosi come Vittoria Ottolenghi, Il lago dei cigni intreccia pantomima, i divertissement delle danze folkloristiche del terzo atto, le sfumature malinconiche di Ivanov e l’atmofera lunare che accompagna l’arrivo di Odette, il doppio ruolo Odette/Odile, che è stato soggetto di un fortunato film psicanalitico, Il cigno nero. L’opera di Tchaikovskji anticipa la psicanalisi freudiana, le antitesi fra il bene e il male, tra amor sacro e profano, tra luce e tenebra. Dunque il capolavoro del balletto classico è ancora oggi il balletto più moderno che ha dato vita a numerose interpretazioni. Ma veniamo alla storia del Lago dei cigni. Si tratta del primo dei tre popolari e fortunati balletti del compositore russo e venne composto tra il 1875-1876. Presentato in 4 atti e 4 scene fuori dalla Russia e tre atti e 4 scene in Russia, fu scritto originariamente da Julius Reisinger sulla musica di T. (opus.20). Ma il testo e le prime rappresentazioni, ben 40, non ebbero successo, tanto che dovettero metterci le mani per la coreografia e musica, Marius Petipa eLev Ivanov per il Balletto Imperiale, presentato la prima volta al teatro Marinski a San Pietroburgo il 15 gennaio 1895. In realtà già al Bolshoj di Mosca nel 1877 venne presentato Il lago dei cigni, che si vide subito che doveva essere rimaneggiato. Un’operazione a quattro mani Petipa-Ivanov. Petipa per il 1 e 3 atto e Ivanov per il secondo e quarto atto e gli atti bianchi e alcuni brani scritti aggiunti dall’italiano Riccardo Digo. Il libretto mal riuscito, riprendeva una fiaba tedesca dal titolo in italiano (Il velo rubato) e messo a confronto con la musica di Ciajkovskji, si notarono delle contraddizioni e necessari interventi e interpolazioni, tagli, manomimsisioni prima e dopo la morte del compositore. Insomma oggi questo spettacolo che gira da tanti anni nei principali teatri del mondo, è stato all’inizio martoriato e vivi sezionato. E ancora oggi vi sono dibattiti accesi fra gli addetti ai lavori sul famoso Passo a due nel II atto del cigno nero e i numeri delle partiture. Fu il fraaikovskji, Modest che fu costretto alla morte del fratello, di cambiare definitivamente il libretto, che comunque venne manipolato dal potere rivoluzionario del 1917 e soprattutto nel periodo stalinista, per cui i personaggi da vittime dovevano essere eroi sempre vincenti. Modest nel 1895,secondo una versione romantica faceva morire suicida Odette che si gettava nel lago. Ma da allora il balletto – opera ha avuto tanti adattamenti. Ricordiamo quello del 1995 di Matthew Bourene per il Teatro Sadler’s Wells di Londra, criticato dai puristi perchè i cigni erano bellissimi maschi. Aprendo un dibattito anche sulle finalità omosessuali dello spettacolo. Poi nel 1999 con il Balletto del Sud di Franzutti che creò una analogia tra Sigfried e Ludwig II di Baviera. Fra potere e pazzia. Infine il 2 dicembre 2011 a Stoccolma per la regia di Ridmar venne messa in scena la danza classica contaminazioni pop-rock e prostoituite e drogati. Uno spettacolo portato anche al teatro La Scala di Milano

 

Paolo Montanari

Foto di repertorio

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