Conferenza dal titolo IMMIGRAZIONE, EMIGRAZIONE – Inclusione o Esclusione?

Sala storica della Società Operaia del Mutuo Soccorso di Pesaro, gremita di persone per la seconda conferenza dal titolo IMMIGRAZIONE, EMIGRAZIONE – Inclusione o Esclusione? voluta espressamente dal presidente del SOMS, dottor Emilio Melchiorri, e dal vice presidente, Mauro Ruggieri, dopo la vasta partecipazione e l’eco che ha suscitato il primo dibattitto svoltosi sempre nella sede di via Cairoli. Presenti tre qualificati relatori, addetti ai lavori. L’assessore ai Servizi Social del comune di Pesaro, Sara Mengucci, Andrea Maicini, responsabile del Centro d’ascolto della Caritas diocesana e il prof.Gian Luigi Storti, responsabile della pastorale del lavoro della Diocesi di Pesaro, docente all’Università di Urbino, nella prestigiosa sezione di documentazione diretta dal professore e giornalista Ilvo Diamanti. Dopo una breve introduzione del presidente Melchiorri, il giornalista Paolo Montanari, che ha svolto il ruolo di moderatore, ha presentato alcuni dati fonte Fondazione ISMU relativi agli sbarchi, arrivi, tematiche immigratorie in Italia. Se durante i primi sei mesi del 2017 il flusso di ingressi di migranti via mare in Italia è stato rilevante, a partire da metà luglio si rileva un rallentamento degli sbarchi, con un 51% in meno rispetto al mese dell’anno precedente. Nel mese di agosto 2017 sono approdati sulle nostre coste oltre 5.700 migranti, l’80% in meno rispetto a ottobre 2016. Nei primi giorni di novembre ci sono stati invece importanti sbarchi: quasi 2000 persone in soli 5 giorni. A tutto il 4 dicembre 2017 sono arrivati nelle coste italiane oltre 117.000 persone. Un fenomeno che è difficile da contenere nel tempo. Andrea Mancini della Caritas, ha svolto una riflessione globale sul profilo socio-economico in cui i modelli vanno in crisi. Poi, prendendo un esempio del progetto del 1973 Rosenalt sulla certificazione alla normalità di 12 persone in confronto a persone malate, si è potuto constatare come il sano apprenda le abitudini del malato. Questo significa che nei tempi migratori vi sono vari fattori, e come l’accoglienza è alla base della centralità sull’UOMO. Come reagisce la società italiana sugli sbarchi? L’inclusione dello straniero è accettata? Per Caritas deve essere sinonimo di incontro e non di superiorità rispetto allo straniero. L’esodo migratorio nel mondo coinvolge 65,3 milioni di persone che lasciano le proprie case. I fattori possono essere molteplici, ma certamente la fame e le guerre sono prevalenti. Occorre che si formino dei vasi comunicanti. Se nel 2016 vi sono stati 181.000 sbarchi in Italia, contemporaneamente ne morivano in mare 5002, cioè un terzo, cioè un quartiere come Villa Fastiggi. Nel 2016 vi sono state 98.0000 richieste di asilo e di queste 82.000 sono state negate in due anni in Italia, creando in tal modo i clandestini. Quindi la Caritas consiglia che vengano estesi dei permessi umanitari che sostituiscano gli eserciti di clandestini. Per l’assessore Mengucci, i servizi sociali si devono continuamente confrontare con lka Caritas, soprattutto perchè il nostro paese è meno avanzato ad esempio rispetto all’Inghilterra sulle politiche sociali. In Italia non vi è una strategia unitaria. E’ stato introdotto un progetto nel comune di Pesaro di 42-45 uomini, una coppia di coniugi e siriani e iracheni. Un percorso che è analogo alle strutture di riposo per anziani. Occorre potenziare i corsi di formazione per imparare un mestiere. In prima accoglienza, Pesaro è una città aperta, poi in seconda accoglienza molti stranieri preferiscono andare nelle grandi città. Poi vi è il principio distributivo degli immigrati, che ha sollevato il caso di Borgo Santa Maria. A queste tematiche va aggiunta anche la disoccupazione giovanile, molto forte anche a Pesaro. Da qui il centro Job, dove si verificano situazioni differenziate e dove il comune svolge il ruolo di regista. Ora con il progetto Rem si sta affrontando il tema della povertà dei disoccupati over 55. Per Gian Luigi Storti siamo venuti a contatto con l’immigrazione negli anni 70. Oggi non si tratta di un’immigrazione volontaria ma attesa, con il ricongiungimento familiare, che diviene fenomeno di immigrazione occultato. La società marchigiana è sfiduciata sul tema dell’immigrazione. Niente ci prepara all’incontro con gli altri, i diversi. L’esclusione non è adatta nel dibattito politico di un Paese come l’Italia.
Paolo Montanari 
Foto Loretta Orazi

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