Rubrica editoriale tematica: Leggere, leggere…..capire, a cura di Paolo Montanari

Segnaliamo due saggi di psicologia molto interessanti, perchè affrontano tematiche molto attuali

 

 

Massimo Recalcati è l’autore di CONTRO IL SACRIFICIO – Al di là del fantasma sacrificale (Raffaello Cortina editore). Massimo Recalcati è tra i più noti psicoanalisti italiani che insegna nelle università di Pavia e Verona. Fra i suoi saggi molto fortunati, L’uomo senza inconscio, Non è più come prima e Cosa resta del padre?
In CONTRO IL SACRIFICIO, Recalcati affronta il tema del sacrificio che è una passione solo umana. Gli uomini non si sono limitati a sacrificare sull’altare animali offerti ai loro Dei, ma hanno sacrificato su quell’altare anche la loro vita. E’ il caso dell’uomo ipermorale che sacrifica il suo desiderio, o del martire del terrorismo che si imola per una causa. Il sacrificio non è una semplice rinuncia al soddisfacimento ma una forma masochistica del soddisfacimento. E’ un fantasma che proviene da una interpretazione solo colpevolizzante del cristianesimo. La psicanalisi, insieme all’insegnamento di Gesù Cristo, si impegna invece a liberare la vita dal peso del sacrificio. Il che comporta un diverso pensiero della Legge: l’uomo non è schiavo della Legge, perché la Legge non è fatta che per l’uomo..

-Professor Recalcati perchè ha scritto un saggio sul sacrificio?

“Dopo aver analizzato in altri lavori la dimensione “libertina” del Super-io come imperativo del godimento che sostiene il carattere nichilistico del discorso capitalista. Nel libro CONTRO IL SACRIFICIO mi soffermo invece sul lato kantiano, ipermorale e masochistico, sacrificale appunto, del Super io. Il fantasma sacrificale che permea l’uomo religioso evidenzia l’incidenza di una economia truccata: la scelta del sacrificio viene offerta all’onnipotenza di Dio per assicurarsi il beneficio illimitato della propria salvezza. Il sacrificio diventa una passione quando non prepara una soddisfazione pulsionale agognata ma diviene esso stesso una meta della pulsione, il modo inconscio di una soddisfazione perversa”.

 

Un altro maestro del pensiero filosofico-psicologico: Deleuze. Maria Nichtterlein e John R.Morss sono gli autori di DELEUZE E LA PSICOLOGIA (ed.Raffaello Cortina).
Gilles Deleuze è stato uno dei pensatori più importanti e influenti del XX secolo. Le sue opere,, in particolare quelle sviluppate con lo psicanalista Guattari, s’incentrano sulla costruzione di una filosofia della differenza straordinariamente ricca di nuove suggestioni, capaci di restituire anche alla psicologia la vitalità necessaria a recuperare il senso della propria pratica. Il libro si apre offrendo una visione complessiva del contributo filosofico di Deleuze, incluso il progetto condiviso con Guattari, all’emancipazione della psicologia dalla sfera del familiare, evidenziandone il potenziale rivoluzionario nell’ambito dell’etica e della politica, dell’impegno profondo a favore di una più alta dignità della condizione umana. Indaga quindi le possibilità di mettere alla prova queste idee nelle tre dimensioni fondamentali della psicologia: l’oggetto di studio, il metodo e le applicazioni cliniche.

 

LA RADIO NELLA RETE La conversazione e l’arte dell’ascolto, nel tempo della disattenzione (Donzelli editore) è l’ultimo libro di Giorgio Zanchini. giornalista, saggista,conduttore di Radio Rai. Direttore con Lella Mazzoli del Festival del giornalismo culturale di Urbino, Fano e Pesaro. Tra i suoi libri ; Il giornalismo culturale: Leggere cosa e come. Il giornalismo e l’informazione culturale nell’era della rete.

-Perchè questo breve saggio?

“La rivoluzione digitale è stata ed è per la radio una sfida radicale. Per ora la risposta è stata all’altezza; si sono moltiplicati gli strumenti che ci permettono di ascoltarla, è diventata ancora più interstiziale, si è ibridata con i social, si è adattata ai tempi febbrili e distratti della contemporaneità. E’ dunque cambiata molto, nelle sue forme e nei contenuti che veicola. E però non ha perso certe sue caratteristiche legate all’attivazione dell’ascolto, alla voce, alla musica”.

La radio o la conversazione radiofonica, la conduzione: tre tipologie di comunicazione, sono strumenti resistenti nel tempo, ma persino il più adatto all’età dei social media. La radio è per sua natura multimediale e partecipativa e consona all’ecosistema internet. La sua vera forza deriva deriva dal nucleo, dalla parola, ascolto e udito. Anche nel roboante sistema della rivoluzione digitale, la radio e la sua struttura redazionale e partecipativa, sono sempre attuali. Ma il paesaggio contemporaneo pone anche sfide insidiose per la radio. La frammentazione, la velocità, il mondo-flusso delle notifiche sugli smartphone, lasciano spazio all’ascolto di una radio seria? Lasciano spazio alla riflessione? Il libro di Giorgio Zanchini è un viaggio nell’arte della conversazione radiofonica e nel mondo dei conduttori di ieri e di oggi,

 

Ernst Cassirer è l’autore di IL DIRITTO E LA RAGIONE, Rousseau, Kant, Goethe, a cura di Giulio Raio (Donzelli editore).
Ernst Cassirer è stato uno dei massimi filosofi del Novecento. Allievo di Cohen, insegnò in prestigiose università tedesche, per poi passare con l’avvento del nazismo in Svezia e negli Stati uniti. Tra le sue opere principali: Sostanza e funzione, Vita e dottrina di Kant.
IL DIRITTO E LA RAGIONE presenta al lettore due saggi di Cassirer su Rousseau e Kant, le figure più eterodosse della cultura illuminiistica dell’Europa del XVIII secolo. I saggi furono scritti negli anni dell’emigrazione dalla Germania nazista. L’intento dell’autore è quello di restituire l’essenza cosmpolita dell’Illuminismo e la sua originaria vocazione antidogmatica, in aperto contrasto con lo stereotipo positivo dei Lumi. Rousseau e Kant messi a confronto come in un gioco di specchi. Così l’immagine di Rosseau non è più quella di un uomo solitario, del visionario, ma quella di un uomo dal temperamento malinconico, del sostenitore dela dignità della natura umana. Kant diviene il pensatore dell’arte e della natura.

Paolo Montanari

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