L’ultimo libro della poetessa pesarese Caterina Felici DENTRO LA VITA

 

 

DENTRO LA VITA è l’ultima raccolta di poesie di Caterina Felici (Longo Editore), che rivela di lei l’acuta sensibilità e la profondità, la padronanza espressiva  nel linguaggio limpido ed essenziale, con plasticità delle immagini, efficacia descrittiva. Caterina Felici è una poetessa pesarese d’adozione, che pur nella sua riservatezza e umiltà, rappresenta una delle voci più rappresentative della poesia italiana. Delle sue opere iniziate con Reciproco possesso (Rebellato 1975), Vastità di frammenti , Oltre le parole, Poesie scelte, Labili confini, Confluenza, Tessere di vita, Tratti d’insiemi e Fogli di vita (editore Longo di Ravenna), hanno scritto positivamente. Il compianto Giorgio Barberi Squarotti, che con un fitto epistolario con la Felici, la sollecitava a continuare a scrivere poesie, per la sua sensibilità culturale che si risentiva nel verso poetico autentico e non stereotipato. Ma altri grandi critici, come Bruno Maier, Mario Luzi, Walter Mauro, Cesare Segre, Giacinto Spagnoletti e Giuliano Gramigna, hanno recensito in riviste nazionali e internazionali le sue raccolte poetiche. Due grandi personaggi della cultura italiana, la Spaziani e Carlo Bo, sono stati estimatori della poesia di Caterina Felici. In DENTRO LA VITA Caterina Felici affronta varie tematiche, che raccoglie in cinque capitoli. Il primo dal titolo REALTA’ AL RIFLETTORE, la si può riassumere con il significato simbolico della prima poesia della raccolta, STRADE DI VITA:

 

In certi tuoi percorsi

temi pericoli

sulle strade in salita,

su quelle in discesa

e, imprudente,

non pensi  ai possibili rischi

sulle strade piane.

 

La Felici affronta gli aspetti esistenziali, che sono fatti di scelte quotidiane, i rischi e la ricerca di Dio. La religiosità della Felici non è sfacciata, ma pudica, nascosta, nelle piccole cose, francescana nei gesti e nei versi. L’insegnamento e le letture della poesia italiana religiosa del Novecento, non hanno che arricchito il verso della Felici. IL SENSO DELLA VITA: Sei vivo veramente/ se hai il senso della vita/ se non ti chiudi nella cella d’egoismo, tua condanna alla solitudine, e t’espandi nel mondo con la forza dell’amore…………..Se credi in Dio/ hai la forza della fede/che ti aiuta a vivere e riesci a dar senso anche alla morte.

 

Nel secondo capitolo OLTRE, la Felici affronta il passato/presente, la Suggestiva astrazione, le Inesistenti presenze. Sono titoli di poesie in cui è forte il ricordo di una poetessa molto amata, anche lei lontana dai clamori, la Guidacci.

 

SUGGESTIVA ASTRAZIONE

Nella pioggia notturna l’asfalto:

specchio di mobili luci/d’automobili,

di fluttuanti colori d’insegne,

d’indefinite case illuminate.

Suggestiva astrazione

del pulsare della vita.

 

Astrazione della vita, che lei la Felici nata a Zara, e legata alla sua terra d’origine, al mare ricorda con limpidezza e malinconia in

 

IL PASSATO PRESENTE

Un tetto di cupe nubi di cielo.

Io malinconica

nella fievole luce;

non appartengo

a questo giorno.

M’imprigiona il passato

nei ricordi;

oggi è il mio presente.

 

Nel capitolo dal titolo CONTRASTI , Caterina Felici parla della solitudine, “personali rifugi per difesa, a volte per stabilire più profondi rapporti con me stessa.” ma anche di comunicazione e incomunicabilità:

 

Triste il nostro parlare

constatando di non poter essere capiti.

Cara ci è la comprensione degli altri

dei significati delle nostre parole,

anche di ciò che d’importante

esse non possono esprimere.

 

Rimane innata in lei quella atmosfera che caratterizzerà le poesie di Umberto Saba.

Il tema della vecchiaia, viene affrontato dalla poetessa senza rivoli illusori:

 

Forse nell’età avanzata

ci abbandoniamo

con maggior buonsenso

al fluire del tempo,

a certi mutamentiche comporta,

liberandoci anche,

alla luce d’esperienze,

da certi rigidi,

personali schemi di vita

del passato.

 

Poi nell’ultimo capitolo del libro: SIGNIFICATIVI RICORDI,Caterina Felici ritorna alla sua amata Zara:

 

“A Zara, a Barcagno, avevo il mio orticello…….

Zappavo la terra cantando, con entusiasmo seminavo, immaginando contenta/ il mio piccolo raccolto,

che sapeva donarmi gioia. E da adulta ho constatato

in vari spazi del mio vivere che la gioia della semina, col suo apporto di speranze, è importante, forse più di quella per il raccolto.

 

La maturità della poesia di Caterina Felici è un insegnamento per tutti noi.

 

Paolo Montanari

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