La costruzione della Fano del 2030 comincia dal Piano Regolatore Generale

Lo strumento valorizza le risorse del presente per rendere abitabile, accessibile e attiva la città del futuro

 

FANO – Sono stati presentati questa mattina dall’Assessore all’Urbanistica di Fano Marco Paolini, gli obiettivi del nuovo Piano Regolatore Generale, con il quale saranno definite le trasformazioni in ambito urbanistico della Fano del 2030. Sarà un documento costruito su basi diverse dai precedenti, perché ragionato di concerto fra amministratori, cittadini e portatori d’interesse come previsto durante il percorso di #ORIZZONTEFANO, il Piano strategico della città.

Il Piano Strategico ha delineato una visione che permea ogni settore d’intervento dell’Amministrazione. Tra questi, dunque, anche quello urbanistico. È così che il Piano Regolatore Generale farà la sua parte nel ridisegnare la Fano del 2030 accogliendo gli scenari disegnati dal PS come propri obiettivi e attuando le azioni individuate per l’ambito urbanistico.

“#ORIZZONTEFANO ha indicato dei macro-obiettivi. Il Piano Regolatore Generale vuole ora immaginare una tecnica urbanistica che favorisca la messa in moto della trasformazione auspicata, tenendo conto dell’interesse pubblico – ha evidenziato l’assessore Paolini –. L’intenzione è di redigerlo entro il 2018 per poi sottoporlo all’approvazione dell’ente Provincia, in un’ottica di massima trasparenza e condivisione”.

#ORIZZONTEFANO ha analizzato le esigenze espresse nel corso di Foro Urbano (l’Ost, Open Space Technology del 4 marzo scroso), degli appuntamenti all’Urban Center (allestito alla Mediateca Montanari) e degli incontri tematici che si sono tenuti nei primi mesi dell’anno con cittadini e stakeholder. Tre gli scenari: la città dovrà essere abitabile, innovativa e capace di restituire alle sue risorse materiali e immateriali, una finalità collettiva e sociale.

Fano dovrà diventare una città accogliente per tutti, curata, accessibile e comoda anche per le categorie più fragili e per i bambini. Sarà necessario attivare dei percorsi-vita, implementando per esempio la rete di piste ciclabili, rivedendo e connettendo la funzionalità delle periferie. Sarà così possibile porre un freno al consumo di suolo e vivere in una città attiva e bella.

Fano sarà la città dell’innovazione aperta. Sarà necessario potenziare tutte le sue capacità per generare attrattività all’occhio dei giovani, qualificando i saperi locali, sostenendo gli innovatori, promuovendo l’inclusione sociale, la cultura e il turismo. Il patrimonio pubblico sarà ottimizzato per produrre valore sociale.

Fano si trasformerà nella città del riuso e della riattivazione delle risorse attribuendo nuove funzioni alle aree-opportunità. Sul tavolo, tra le altre, l’ex Zuccherificio, le Terme di Carignano, l’ex convitto Vittoria Colonna, l’ex Caserma Paolini e la Colonia Mater Purissima di Ponte Sasso.

 

Ufficio stampa Omnia Comunicazione

Alessandra Gasperini

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