Mario Morbidoni inaugura la rassegna di film archeologici: Vedere l’archeologia, e denuncia l’archeologia sommersa e nascosta a Pesaro

 

 

“La XXI Rassegna di film archeologici: Vedere l’archeologia, inaugurata venerdì sera e che si terrà anche in altre due serate, il 18 e 25 novembre, alle ore 17,00, nell’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi, è un’occasione per i pesaresi per vedere e documentarsi sui siti archeologici più importanti del mondo con film-documentari provenienti dal Festival di Rovereto, ma non vogliamo parlare di archeologia, perché l’esempio di Pesaro, dove si è trattato e si continua a trattare di tematiche archeologiche a che risultati ha portato? L’archeologia a Pesaro è nascosta e dimenticata. Pensiamo ai mosaici del Duomo. All’ultima proposta di fare una vetrata più ampia per rendere visibili i mosaici, la Curia non ha risposto. Ma mica deve finanziare il progetto? Un altro esempio è l’incuria dei mosaici di via dell’Abbondanza”. E’ l’amara denuncia che Mario Morbidoni, presidente dell’Archeoclub di Pesaro, ha fatto in occasione dell’inaugurazione della Rassegna Vedere l’Archeologia.

Ma ecco il ricco programma delle tre giornate di film

 

Si è iniziato con il bel film vincitore l’anno scorso del Festival di Rovereto: “Quando l’Homo sapiens fece il suo cinema”, di produzione francese, per la regia di Pascal Cuissot e Marc Azema e consulenza scientifica dello stesso Azema.

Il documentario porta lo spettatore sulle prime tracce del cinematografo che, ufficialmente, nasce nel 1898  con i film Edison – Lumiere, ma che in realtà era già presente 20.000 anni prima nell’arte paleolitica. Gli esperti di cinema sono increduli davanti ai numerosi casi di acomposizione del movimento che lo scienziato Marc Azema ha studiato sui disegni rupestri. Ma vi è stata anche la scoperta di un meccanismo in grado di creare un’animazione combinando due immagini. Un’indagine sorprendente ha condotto al cuore  del DNA culturale del genere umano.

 

Il secondo film, presentato nella prima serata di Vedere l’Archeologia, è stato: “Donne vichinghe. L’ira di Sigrun e la scoperta dell’Islanda”, film tedesco per la regia di Kai Christiansen e la consulenza scientifica di Claus Von Carnp-Bournheim, Mette Reynold, Jorge Scholz. Si racconta la storia di Singrun, che potrebbe essere una donna felice, ma sul suo matrimonio pesa un segreto: il marito l’ha rapita al suo villaggio quando era ancora ragazzina, uccidendone il padre e il fratello. L’occasione del riscatto giunge con la notizia di un’isola recentemente scoperta a Ovest: Sigrun raduna un gruppo di fedeli e a bordo di una nave programma una fuga verso lidi lontani. Prossimo appuntamento con Vedere l’archeologia è per sabato 18novmbre alle ore 17,00 e Morbidoni ha annunciato anche due sorprese cinematografiche.

 

Paolo Montanari

Foto di repertorio

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