Commovente lettera di Glauco Mauri, che per motivi di salute non è potuto essere presente all’inaugurazione del nuovo Teatro della Piccola Ribalta

 

 

 

 

 

 

E’ stato il momento più emozionate e commovente quello della lettura, da parte dell’attore Maurizio Garattoni, della lettera inviata da un letto di un ospedale romano dal grande Glauco Mauri, che avrebbe dovuto partecipare all’inaugurazione del nuovo teatro della Piccola Ribalta in via dell’Acquedotto, insieme all’Arcivescovo Metropolita di Pesaro, mons.Piero  Coccia, al vice sindaco di Pesaro nonché assessore alla Bellezza del comune di Pesaro, Daniele Vimini, il consigliere regionale ed artefice in primis per l’intervento della Regione Marche per i quattro finanziamenti della Regione Marche, Andrea Biancani, l’architetto studio 84, Donatella Fini, che ha progettato e realizzato il nuovo teatro e Mario Cipollini, attore, regista e Presidente del Teatro La Piccola Ribalta.

Ecco la breve ma intensa lettera di Glauco Mauri indirizzata al sindaco di Pesaro, Matteo Ricci ed estesa alla città.

 

“Caro Matteo, sindaco della mia città e di questa magnifica gente che ha aperto un Teatro quando vergognosamente tante città che continuo a frequentare nelle mie tournèe li chiudono, con così superficiale certezza di operare per il bene pubblico…..

I teatri son le palestre che educano le anime e i sentimenti alla bellezza e al dialogo tra le somiglianze e le diversità.

 

Grazie per questo vostro esempio di grande civiltà!

 

Non trovo le parole giuste per chiedere scusa a Te e a tutte le Autorità presenti a questa felice giornata per la mia assenza. Ma uno stupido banale e assurdo incidente mi ha privato della gioia di partecipare con tutti voi a questo bellissimo momento.

Dentro di me sento assoluto l’obbligo di trovare l’occasione per portare il più presto possibile anche la mia testimonianza alla nascita di questo nuovo Teatro.

 

A 20 anni ho lottato con tutta la mia giovanile irruenza per far nascere la ” Piccola Ribalta”. Oggi ho tanti anni di più ma questo vostro esempio mi da la gioia di non aver lottato invano per quello che ora voi state vivendo.

 

Io sono uno di voi, ricordatevelo.

Siete tutti come miei figli…figli di quel ragazzo che 67 anni fà sognava di vivere una giornata come questa.

 

Tutti voi avete realizzato quel mio sogno.

 

BRAVI,BRAVI,BRAVI E GRAZIE! IL MIO APPLAUSO A TUTTI VOI”.

 

Glauco

 

Una lettera che ha avuto momenti di commozione ed è stata accompagnata da un lungo applauso, anche dai tanti vecchi ribaltini presenti all’inaugurazione, come Antonio Nicoli

 

Per Mario Cipollini presentare il nuovo Teatro è un giorno di festa lungamente atteso. Le date si susseguono nella memoria e nell’impegno collettivo delle istituzioni, Comune di Pesaro, Regione Marche, dei tanti ribaltini, i soci della compagnia Piccola Ribalta, che hanno dedicato tutto il tempo extra lavorativo alla realizzazione e concretizzazione di un sogno nato nel 2006 e fino al 2012 ancora era un cantiere aperto. Poi si è andati avanti con le difficoltà ma anche con la grinta con l’auto tassazione dei soci, perchè Pesaro non è solo capitale della Musica ma anche della Cultura e il teatro, si pensi alla stagione del Gad, riveste insieme al cinema, Mostra del Nuovo Cinema (non per niente in anni difficili e impegnativi inizi anni Sessanta, Pasolini affermava da intellettuale profetico che ancora è: a Pesaro si respira il cinema). Questa non è un’affermazione celebrativa o per l’occasione ma, come ha scritto Mauri, la nostra città va in controtendenza anche alle grandi città dove si chiudono i teatri. Da noi si aprono i teatri Un aspetto che ha voluto evidenziare anche Mons. Piero Coccia, all’atto della benedizione della struttura: “Occorre un impegno di una cultura costruttiva e non distruttiva nella nostra città. E l’esempio del nuovo teatro è certamente costruttivo”. Cipollini ha voluto ringraziare anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, il Rof che ha messo a disposizione le attrezzature per la sala e gli impianti di palcoscenico. Poi la parola all’architetto Donatella Fini che ha progettato i lavori, che non sono del tutto ultimati, solo per l’80%, infatti manca la parte esterna della struttura. “Mi definisco un’architetto non delle cause perse, ma dei progetti impossibili o cause disperate. Eppure anche con la costante collaborazione degli attori si è portato avanti un progetto cofinanziato”. Per il vice sindaco Daniele Vimini l’importanza di questa giornata deriva dalla sua finalità che è socio-culturale. L’importanza di avere un teatro è come quella di avere un ospedale. Avere dei teatri a Pesaro significa avere nuove risorse. E mercoledì 15 novembre, alle ore 18,00, il sindaco Matteo Ricci illustrerà nel nuovo teatro la trasformazione della nuova area, che da periferica e degradata sarà un punto di riferimento della città. Anche il consigliere regionale Andrea Biancani ha voluto brevemente ripercorrere l’iter finaziario, quattro interventi da parte della regione Marche, l’ultimo di 20.000 euro di poche settimane fa. Grazie all’apertura del patto di stabilità si è potuto concretizzare un sogno e valorizzare un’area che già presenta Casa Mariolina,una struttura per i senza tetto.

 

E se la Piccola Ribalta inizierà il suo programma da sabato 18 novembre con Pinocchio, seguiranno 12 spettacoli che spaziano tra teatro in lingua e dialetto, performance musicali, saggi e letture teatrali, per tutta la settimana successiva all’inaugurazione dell’11 novembre, la compagnia amatoriale aprirà le porte da domenica 12 a venerdì 17 novembre della nuova sede. Sarà possibile visitare il teatro e la mostra fotografica “Dal silenzio alla luce” a cura di Mario Cipollini, in cui sono ripercorse, attraverso la suggestione delle immagini proposte, le tappe di trasformazione di un magazzino in disuso .nell’attuale struttura teatrale.

 

STORIA DI UN PROGETTO

 

Il 10 ottobre 2010, in un affollato teatro Sperimentale, la Piccola Ribalta, per il suo 60esimo compleanno, presentò questo ambizioso progetto alla città, con il sostegno di Glauco Mauri. Ora, la nascita del nuovo teatro in via dell’Acquedotto è un momento storico non solo per la compagnia ma per l’intera città, visto che il comune è il proprietario immobiliare della struttura, che era un capannone di 450 mq da ristrutturare completamente, comprendente una distribuzione degli spazi interni in due zone: la zona per il pubblico, a cui si accede dall’ingresso principale, e la zona tecnica costituita da palco, dai servizi dai camerini, dal magazzino, dalla sala trucco e prove. Ma il progetto prevedeva anche la trasformazione dell’involucro esterno dell’immobile, senza intaccare il vecchio edificio. Si sono così realizzate delle quinte teatrali simulando all’esterno ciò che avviene all’interno. Le spese fino ad oggi sostenute per le opere di ristrutturazione e per la realizzazione dell’impiantistica di base e tecnica teatrale ammontano a circa 280.000 euro.

 

 

Paolo Montanari

Foto Riccardo Cecchini

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