Seicento pesaresi a Sassoferrato per visitare la grande mostra Devota Bellezza. Con foto

 

 

 

 

Già Seicento pesaresi hanno visitato la grande mostra dal titolo La devota bellezza del Sassoferrato, in corso a palazzo Scalzi nell’omonima cittadina e dedicata al suo più illustre cittadino: Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 5 novembre, ed è curata da Francois Macè de Lèpinay, ed è organizzata dal comune di Sassoferrato, Fondazione della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, con il patrocinio del Ministero dei Beni e Attività culturali e turismo della Regione Marche. In mostra per la prima volta in Italia i disegni della collezione Reale Britannica. Giovanni Battista Salvi nasce a Sassoferrato nel 1603 ed è morto a Roma nel 1685. Fu un artista raffinato e isolato rispetto ai principali movimenti artistici del Seicento, sia dal Barocco che dal realismo caravaggesco, ponendosi sulle vie del Classicismo. Il Salvi è famoso per i ritratti e il genere sacro. Artista appartato rispetto alle correnti più conosciute dell’arte romana, ma non sconosciuto dagli intellettuali di Roma, dove soggirnò a lungo,, ebbe successo alle soglie del Neoclassicismo e sotto l’ala protettiva di tre pontefici Clemente XIV, Pio VII e Pio IX, che erano sostenitori della valorizzazione della devota bellezza, espressione che da titolo alla mostra, derivante dalle affermate Vergini del Salvi. Successivamente la sua pittura influenzò i movimenti artistici dei Puristi, Nazzareni, e Preraffaelliti, che approfondirono la sua opera. Per quanto riguarda la mostra, comprende una produzione grafica del Salvi detto Il Sassoferrato con meno di 90 disegni eseguiti dall’artista durante la sua carriera e 63 appartengono alla Collezione Reale Britannica acquistati direttamente a Roma nel 1768-69 dall’esperto Richard Dalton su commissione di re Giorgio II, di cui era bibliotecario. Da questa collezione provengono 21 disegni che formano il corpus centrale della mostra importante anche per l’apparato scientifico e storico. La mostra è suddivisa in due sezioni. La prima è relativa all’interesse e importanza che il Salvi diede all’esercizio grafico. I fogli conservati presso la Royal Library del Castello di Windsor sono affiancati da alcune tele realizzate dall’artista permettendo al visitatore di cogliere il collegamento fra lo studio grafico e la realizzazione pittorica. La seconda sezione è a cura di Stefano Papetti. In questa sezione sono esposte opere del Salvi conservate nelle Marche insieme ad alcune sue più impegnative realizzazioni rimaste legate alla committenza di casa Aldobrandini che testimoniano la capacità dell’artista di ideare composizioni articolate e complesse, oltre a quelle di formato ridotto. Sono presenti in mostra anche due ritratti eseguiti dal Salvi che evidenziano la perfezione nel rappresentare l’aspetto fisico delle persone ritratte senza trascurare l’anima.

 

Paolo Montanari

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...