Pesaro ricorda Luciano Pavarotti nel giorno del suo compleanno il 12 ottobre con un grande concerto all’Auditorium Pedrotti

 

Il 12 ottobre alle ore 21,00 all’Auditorium Pedrotti, l’Amministrazione Comunale di Pesaro e il Conservatorio Rossini organizzano un grande concerto, ingresso libero, in omaggio a Luciano Pavarotti, nel giorno del suo compleanno. A coordinare questo evento musicale è il maestro Lorenzo Bavaj, pianista di fama internazionale che da molti anni accompagna Josè Carreras grande tenore spagnolo, nei recital in tutto il mondo.

-Maestro Bavaj, come è strutturato questo concerto, in ricordo di Pavarotti, che visse per molti mesi a Pesaro e tenne in città dei memorabili concerti?

“Sarà un concerto in due parti. Solisti il tenore Jaemin Kim e la soprano Isabella Orazietti ed io li accompagnerò al pianoforte. Nella prima parte verranno eseguite canzoni da camera di Bellini, Tosti, Mascagni e Respighi. Nella seconda parte, arie d’opera di Puccini e il Romanzo del fiore da Carmen di Bizet. Il concerto è aperto alla città e coloro che sono interessati dovranno recarsi al box del conservatorio per prendere il biglietto”.

-Maestro Bavaj lei ha conosciuto Pavarotti?

“Ho incontrato a Pesaro il maestro Pavarotti in 4 o 5 occasioni a casa sua, nella villa sotto il San Bartolo. Ho suonato a casa sua accompagnando degli allievi del maestro che interveniva paternamente per dare loro dei consigli o meglio delle indicazioni. Poi una volta il maestro aveva bisogno di ripassare una parte e mi chiamò perchè lo accompagnassi al pianoforte”.

-Che giudizio si è fatto di Pavarotti uono e artista?

“Era una persona carismatica, un personaggio molto cordiale e sempre di buon umore. Pavarotti artista, posso affermare senza dubbio che è stato il più grande tenore italiano degli ultimi cinquant’anni”.

-Il trio, Pavarotti, Domingo e Carreras, ha fatto il giro in tutti i teatri e piazze del mondo. Come si conciliavano tre temperamenti e personalità così differenti?

“Fra di loro vi era un sincera stima, e amicizia che superava le naturali rivalità artistiche. E questo è stato il segreto della loro bravura e dell’inossidabile sodalizio”.

Paolo Montanari

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