Intervista al professor Walter Pierpaoli, luminare della medicina, che ha spostato parte della sua attività a Fano

 

 

Più di 1500 medici provenienti da tutt’Italia, per imparare la nuova medicina secondo gli studi e le scoperte del professor Walter Pierpaoli, medico, immunologo, ricercatore milanese, autore di un Trattato di Medicina del Dr.Pierpaoli, tradotto in lingua inglese e italiana dalla Morlacchi editore di Perugia. Pierpaoli non è un santone, come ve ne sono tanti, in cerca di notorietà. E’ uno scienziato serio, che dopo gli studi di medicina all’Università di Milano, si è specializzato nei laboratori americani, russi ed è chiamato in tutto il mondo per le sue scoperte scientifiche che possono rivoluzionare la medicina ufficiale.

Abbiamo incontrato il prof.Pierpaoli nel suo studio fanese, per una intervista esclusiva.

-Prof. Pierpaoli, lei è considerato un po’ il Galileo Galilei della medicina moderna. La medicina ufficiale e, soprattutto, le case farmaceutiche si strappano le vesti quando sentono i risultati, confermati da ricerche scientifiche riconosciute, sulla medicina e su come salvaguardarci dalle malattie più gravi quali i tumori, le problematiche cardio-vascolari, i problemi legati al diabete e, in particolare, l’invecchiamento precoce del corpo umano. Perchè professore?

“Ma perchè i miei risultati contrastano con gli affari milardari delle case farmaceutiche nel mondo. In realtà, io cerco con molta onestà di presentare a tutti i miei risultati che, spesso, contrastano con quelli della medicina ufficiale. E nonostante che vi sia una diffusione ormai intercontinentale delle mie scoperte ‘Molti sono i chiamati, pochi gli eletti’ “.

-Lei in un suo intervento ha parlato di paralisi della medicina. Quali sono le motivazioni?

“La scienza medica si trova in uno stato di paralisi dopo la pubblicazione del mio articolo sui: Proceedings of the Natiojnal Academy of Sciences in America nel 1994, che mostrava in modo inequivocabile il meccanismo con il quale la ghiandola pineale controlla dalla nascita il percorso di crescita, sviluppo sessuale, e dia poi inizio all’invecchiamento. Quindi se ne deduceva chiaramente che il mantenimento dei ritmi inter-ormonali strettamente regolati dalla pineale, i ritmi circadiani ormonali giorno-notte, dipendevano totalmente dalla pineale. Ciò è verificabile mediante somministrazione notturna di melatonina formulata in maniera tale che, sia nell’uomo che nei roditori, produca un picco notturno e metta quindi a riposo la pineale. Io lo ho dimostrato in laboratorio sui roditori con una serie di esperimenti condotti negli anni sul trapianto pineale, dai quali è emerso in modo drammatico il ringiovanimento e l’invecchiamento mediante il trapianto crociato della pineale da vecchio a giovane e da giovane a vecchio”.

-Prof. Pierpaoli fu una scoperta scientifica sensazionale che il New York Times nel 1995 definì “The Melatonin Miracle” e che divenne un best seller tradotto subito in 16 diverse lingue. Ma come tutte le cose rivoluzionarie trovò degli oppositori?

“Certamente, perché i così detti addetti ai lavori sono stati costretti a mostrare la faccia con velenosi e assurdi attacchi al mio lavoro, in quanto metteva in luce quello che essi non avrebbero mai visto. Lo shock non colpì soltanto i ricercatori accademici americani ma anche in modo gravissimo i gruppi chimico-farmaceutici mondiali, con una violenta azione di boicottaggio da parte svizzera e tedesca, che permane tutt’ora e che si può
ben percepire dal mio rapporto “Chi ha paura della salute”’. Sono chiaramente quelli che, con la presa di possesso del mercato della salute, hanno costruito un impero economico mai visto e preso il controllo dell’economia mondiale! Ora la situazione si è aggravata in modo irreversibile e regna sul Pianeta un totale obnubilamento che non permette neppure di reagire, pena gravi sanzioni punitive, come nel caso delle vaccinazioni forzate. La schiavizzazione del Pianeta è totale e mi consolo tuttavia: ne rimarranno vittime anche i promotori!”.

-Ma le sue scoperte, professor Pierpaoli, non si sono femate ai miracoli della melatonina. Infatti in un studio di laboratorio condotto da lei con uno scienziato cinese, sempre nelle strutture americane ha scoperto qualcosa ancor più sensazionale: la molecola TRH, che ha generato la vita. Ci può parlare di questa scoperta?

“Nel 1989, mentre in compagnia del mio collaboratore Changxian-Yi mi occupavo di valutare se l’azione della melatonina venisse mediata dalla ghiandola tiroidea, con sorpresa notai un’inattesa azione del TRH a vari livelli. Il TRH  nulla a che fare con la tiroide. Il TRH non è un ormone, mentre al contrario agisce indipendentemente dalla tiroide. Io dimostrai che il tripeptide agisce a vari livelli e mostra di possedere proprietà di recupero e di potenziamento immunologico che facevano subito intuire che questa sarebbe stata la molecola che ha generato la vita. I successivi esperimenti confermarono l’enorme valore di tale molecola, che agisce nel ripristino e nel mantenimento dell’equilibrio metabolico, come dimostrano i nostri esperimenti sul recupero della funzione renale, sessuale e sul controllo delle cellule pancreatiche che producono insulina. Si evidenzia, quindi, la reale possibilità di ripristinare la funzione pancreatica, in quanto il TRH è persino in grado di promuovere la rigenerazione delle cellule beta nel pancreas. Ciò significa che POSSIAMO DEBELLARE IL DIABETE DI OGNI ORIGINE. Ma nessuno ne parla nei convegni di diabetologia o nelle associazioni dei diabetici”.

-Certamente anche questa scoperta da fastidio ad un mondo sanitario e farmaceutico che vive invece su concetti vecchi e standardizzati. Ma i suoi studi non si sono fermati. Parliamo delle transferrine.

“L’epopea della scoperta delle transferrine meriterebbe un intero libro e non solo un’intervista. Mi limito qui a tracciare il percorso di 25 anni di durissimo lavoro sperimentale che, partendo da una mia intuizione sulla necessaria presenza di molecole nel midollo osseo atte al controllo endogeno della proliferazione emopoietica, ha portato, mediante un’infinita serie di trapianti, alla scoperta nel midollo sospeso in mezzo di cultura, di un elemento che ho chiamato MRF che aggiunto al midollo di un donatore di ceppo diverso e geneticamente incompatibile, induceva nel recipiente immunosoppresso il cosiddetto chimerismo, vale a dire l’accettazione senza rigetto del midollo dal ceppo geneticamente incompatibile. Dopo anni di lavoro con un istituto parigino e la Sclavo di Siemna ho scoperto che le molecole che trasferivano la genetica del donatore al recipiente erano le transferrine. Quindi quest’ultime sono ben altro che solo portatrici di ferro, bensì recano i marcatori della nostra personale genetica. Tale enorme scoperta costata 30 anni di lavoro e immense spese fu bloccata nel 2000 alla vigilia dell’applicazione clinica a Seattle, negli Usa, dal ministro italiano Sirchia che negò il dovuto appoggio con la memorabile frase: “Io non credo alle molecole naturali”.

-Eppure, nonostante i boicottaggi e i muri, lei è considerato il medico della speranza.

“Ho salvato molte vite umane e le file di pazienti, ormai sfiduciati da anni e anni di lunghe terapie, aumentano sempre di più. Speriamo di poter trovare la soluzione per patologie ormai non troppo avanzate e anche per me, che ho compiuto 80 anni. Ecco perché è importante la scuola della nuova medicina”.

 

Paolo Montanari

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