“Il crostolo di Urbania”

 

 

 

 

 

“CENNI STORICI DEL CROSTOLO”

 

Il crostolo è una sorta di pane a forma circolare, di pochi millimetri di spessore, di colore dorato, sapido e gustoso apparentemente simile alla famosa piadina. Con questa ha in comune, infatti, solamente la forma, tipica del resto di tutte le focacce di aria Mediterranea. Il crostolo infatti sembra separare, nella cucina, il territorio romagnolo di influenza longobarda dove burro e strutto erano cucinati in pesanti padelle di ferro da quella romana dove la pastorizia assieme ai prodotti tipicamente mediterranei: cereali, latticini, vino e olio erano i protagonisti delle vivande e dei banchetti di questi territori. La conferma di ciò ci arriva da Catone detto il “Censore” (234-139 A.C.) il quale in una delle sue opere e più esattamente “De agri coltura”  descrive la preparazione di questa antica forma di pane che lui chiama “panis depsticius“: “lavati bene le mani e il mortaio, metti nel mortaio farina, aggiungi poco a poco acqua e impasta ad arte; quando avrai impostato a dovere fai le forme e cuoci nel testo”. Nell’era del paganesimo, il Crostolo ha subito delle evoluzioni  contaminandosi con lo strutto di maiale, il latte e le uova, rendendo così più labile ed appetibile tanto da essere utilizzato in occasioni di sacrifici non cruenti come cibo rituale da offrire a Cerere dea delle messi per propiziare il raccolto. Il medico botanico Costanzo Felici cita nel suo trattato ” Lettere sulle insalate” (1572) il Crostolo come un  “pani subcinereii” cotti cioè sotto la cenere /brace. Proprio in questa occasione troviamo per la prima volta la denominazione “Crostolo”.

 

Un weekend per celebrare il crostolo di Urbania

 

Il piatto tipico durantino è pronto a sposare gli altri prodotti tipici del territorio

 

L’antica Casteldurante celebra il Crostolo, prodotto tipico di Urbania, con una sagra dedicata il 15, 16 e 17 settembre. Stand gastronomici, incontri, dibattiti, mostre e la solita offerta culturale che non manca mai nella città durantina accompagneranno le cuoche della Proloco Casteldurante che proporranno ad ospiti e visitatori il crostolo preparato con la ricetta tradizionale.

Il crostolo è una sorta di pane a forma circolare, di pochi millimetri di spessore, di colore dorato, sapido e gustoso apparentemente simile alla famosa piadina. Con questa ha in comune, infatti, solamente la forma, tipica del resto di tutte le focacce di aria mediterranea. Oggi, il crostolo si gusta in qualsiasi periodo dell’anno abbinandolo a prodotti di stagione: in primavera ed estate con erbe di campo e prosciutto mentre in autunno ed inverno con salsicce, fichi e formaggi vari. Il crostolo è ottimo mangiato caldo. Segni particolari: I crostoli devono essere cotti per pochi minuti sulla griglia aggiungendo, in fase di cottura, lo strutto. Si porta a cottura fino a che non si arriva ad una doratura uniforme della superficie. La Pro Loco Casteldurante organizza la “LA SAGRA DEL CROSTOLO” con l’intento di valorizzare questo prodotto tipico che ha ottenuto il riconoscimento della DE.CO (Denominazione Comunale di Origine). La DE.CO insieme agli altri denominatori di qualità come l’IGP; DOP; DOC permettono di far conoscere e somministrare prodotti di alto livello, ma soprattutto rispettando livelli di garanzia e di qualità assai elevati. La Pro Loco Casteldurante e il Comune di Urbania credono fortemente nel turismo enogastronomico e il Crostolo di Urbania può essere utilizzato come carta d’identità per presentare al meglio il territorio durantino e tutta l’Alta Valle del Metauro.

 

Dall’enogastronomia un volano per il territorio

 

Il piatto tipico durantino grande protagonista del convegno

che apre la Sagra del Crostolo

 

Non chiamatelo piadina: il Crostolo di Urbania si distingue dalla cugina romagnola e rivendica la sua identità con un convegno a Palazzo Ducale dal titolo “La Buona Tavola per lo sviluppo turistico di una destinazione”.

 

Marco Ciccolini, sindaco di Urbania, e Francesco Bolognini, presidente della locale Proloco hanno sottolineato “l’importanza della valorizzazione di questo prodotto, legato alla tradizione e del quale siamo orgogliosi. Abbiamo creato una denominazione comunale per promuovere e tutelare il prodotto e il territorio. Quest’evento apre la Sagra del Crostolo a che inizierà venerdì nel segno del buon cibo e della qualità”.

“L’UNPLI PU -afferma Eleonora Marochi consigliere provinciale, sin dall’inizio si è posto tra i suoi obiettivi quello di operare per creare una vera unione e sinergia tra Pro Loco. Un valido esempio è quello che sta accadendo all’interno della Sagra del Crostolo ad Urbania: la Pro Loco Casteldurante invita a partecipare la Pro Loco di Piobbico per la valorizzazione del territorio attraverso due prodotti tipici: il “Crostolo” e il “Polentone alla Carbonara” vere eccellenze enogastronomiche dell’entroterra”.

Renato Claudio Minardi, vicepresidente del consiglio regionale è il primo firmatario di una proposta di legge, studiata assieme all’Unpli, per le sagre di qualità: “Serve il riconoscimento di un prodotto con il suo territorio: il crostolo con la DECO diventa un legame identitario con la città e i prodotti di questo genere col tempo diventano brand facili da comunicare. L’unione di enogastronomia, cultura, natura e bellezze che il territorio esprime possono essere un unione vincente”.

A confermare questa tesi è Vittorio Peli, responsabile aree interne Confartigianato Pu-Ancona, che ha spiegato come <il crostolo abbinato alle altre ricchezze del territorio trasmetta un valore, per questo ci auguriamo politiche di sostegno da parte delle amministrazioni sempre maggiori con risorse per tutta la filiera del turismo e la produzione alimentare di nicchia>, mentre Tonino Pencarelli, docente di Marketing e management turistico dell’Università degli studi di Urbino, si è soffermato sul come creare consapevolezza del territorio e delle sue ricchezze: “Nel portafoglio di motivazioni che spostano i turisti il 74% ha interessi enogastronomici ma per portare il modello di business per le comunità ricche di prodotti tipici  bisogna costruire un prodotto e quindi un brand. Mobilità, ricettività, qualità delle sagre, operatori qualificati sono tutti strumenti da implementare”.

Francesca Guerra esperta di gastronomia locale ha sottolineato “le grandi potenzialità nella nostra zona e la richiesta crescente di territorio marchigiano. Ora serve la capacità di attrarre visitatori, tutti gli operatori devono dare il contributo per avere una chance dal punto di vista turistico. Bisogna saper raccontare e trasmettere tutto il senso della produzione e la storia che si porta dietro”.

Un contributo dal web è venuto da due food blogger come Elisa Prioli che ha raccontato la sua esperienza partendo dalla riscoperta del business del prodotto tipico privilegiando qualità, e della necessità di una strategia commerciale per sfruttare il potenziale del web, mentre Roberto Dormicchi ha illustrato l’innovazione e tradizione coniugati con i mezzi tecnologici moderni, per potersi pubblicizzare e farsi conoscere dal grande pubblico.

Le conclusioni sono toccate al vicesindaco ed assessore al turismo Alice Lombardelli che ha sottolineato come la città si crea di tanti tasselli che assieme danno un’identità all’ospitalità durantina. “Lavoriamo sull’accoglienza 365 giorni l’anno -ha detto la Lombardelli- e se facessimo sistema con il resto del territorio saremmo molto più presenti e capillari nella diffusione di tutta la vallata per la quale Urbania è un punto di riferimento. L’enogastronomia è sicuramente un aspetto fondamentale, sempre più trainante, ed è bene ricordare una citazione che dice che “la cucina ha un grande futuro che è il suo passato” per questo sagre come quella del Crostolo devono essere un’opportunità importante di promozione del territorio”. UFFICIO STAMPA

 

 

 

 

 

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