In libreria da pochi giorni il libro di Enrico Maria Guidi “Urbino nella letteratura da dante a D’Annunzio”

 

E’ da pochi giorni in libreria, la presentazione dell’antologia è avvenuta ieri sera a Urbino, un libro che desta curiosità fin dal suo titiolo: “Urbino nella letteratura italiana da Dante a D’annunzio” del professor Enrico Maria Guidi (Aras editore). L’introduzione di ben 72 pagine a questa antologia è dello stesso autore, Enrico Maria Guidi, un intellettuale di Urbino dove è nato, vive e lavora. E dove, accanto all’insegnamento, attualmente è dirigente scolastico presso l’istituto Pascoli di Urbino, ha avuto il dono di saper scrivere saggi letterari e ben cinque romanzi, pubblicati dal 2007 al 2015. Ma perchè un’antologia della letteratura italiana che ha come protagonista, non solo intesa come location, ma come clima culturale e atmosfere artistiche, Urbino?

E’ lo stesso autore a spiegarcelo.

“Urbino città piccola e povera, è stata in maniera emblematica, un caso unico nel panorama letterario e artistico italiano. Città piccola, situata in un territorio non certo agevole e lontana dalle grandi vie di comuncazione, anche con le vicine Pesaro, Gubbio, San Sepolcro, Rimini e Arezzo, ma anche Ferrara, Bologna e Perugia e addirittura Milano, Venezia, Firenze e Roma. Perchè il ducato di Urbino è stata una novella Atene. La Corte di Urbino con il suo palazzo, la città a dimensione d’uomo, i modi, l’ambiente e le personalità saranno ricordati e celebrati almeno fino al XIX secolo. E allora, tralasciando la letteratura delle origini, è proprio il sommo poeta, Dante Alighieri a dedicare a Guido da Montefeltro alcuni famosi versi nel Canto XXVII dell’Inferno”.

-Tanti personaggi urbinati come Raffaello Sanzio, Federico Barocci, solo per fare due nomi illustri, non potevano passare inosservati nei secoli e nella letteratura italiana.

“E’ vero di qui l’idea di creare un’antologia che proponesse almeno alcuni di questi passi letterari, al fine di delineare un percorso se non altro culturale della città e della sua popolazione. L’itinerario tracciato va, dunque, dal Trecento alla fine dell’Ottocento, proponendo testi più o meno conosciuti di autori italiani che si sono interessati per motivi molteplici di Urbino: Pascoli, D’annunzio, Foscolo, Macchiavelli, Tasso, Ariosto, Guicciardini, Aretino, solo per citare i più famosi”.

Un’ antologia molto interessante che dovrebbe arricchire non solo le librerie di studiosi italianisti, ma anche quelle delle scuole, per la facile consultazione e che valorizza il centro feltresco nei secoli.

 

Paolo Montanari

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