Cavalleria Rusticana domani sera ,venerdì 7 settembre, al teatro La Regina di Cattolica

 

E’ considerato l’evento che anticipa l’autunno musicale della provincia di Pesaro e Urbino, di Ancona e della Romagna. Infatti, domani sera, venerdì 7 settembre, alle ore 21,00, al teatro La Regina di Cattolica verrà presentata Cavalleria Rusticana, atto unico su libretto di Giovanni Targioni-Torretti e Guido Menasci, con musiche di Pietro Mascagni, che fu anche un grande direttore del conservatorio Rossini di Pesaro. Si tratta di un cavallo di battaglia per il coro Lirico della Regina, reduce con la stessa opera dal successo di Montefiore e più volte in cartellone nello splendido teatro La Regina. Protagonisti della serata un cast vocale di grande prestigio, con Sara Bacciocchi nel ruolo di Lola, Roberto Ripesi il grande basso baritono di Ostra, sempre più propenso a ruoli seri e drammatici, in Alfio, il bravo tenore romagnolo Paolo Gabellini, nel ruolo di Turiddu, la grande mezzo soprano con un’estensione da soprano lirico, Reiko Higa, nel personaggio principale Santuzza e il mezzo soprano Romana Angeli, in mamma Lucia. L’orchestra costituita da grandi profesionisti è l’Ensemble strumentale del coro Lirico della Regina, il coro è il Lirico della Regina, direttore dell’orchestra e del coro, il maestro Gilberto Del Chierico, compositore, musicista, cantante del coro alla Scala di Milano e allievo del maestro Gandolfi del grande complesso corale scaligero. La regia è di Goretta Mattioli, che ha avuto il merito di rispettare il dramma musicale verista di Mascagni, con un grande equilibrio scenografico-pittorico, danza e musica all’interno dello spazio e dei luoghi. Infatti, con l’intervento della Nuova Accademia di Marinella Capuano di Cattolica, si chiude un simbolico cerchio, che fa di Cavalleria Rusticana una delle migliori produzioni del coro lirico della Regina, dove confluiscono forze vocali di Gabicce Mare, Cattolica, Pesaro, Montefiore, in un progetto interregionale di grande prestigio.

L’opera Cavalleria Rusticana fu musicata da Mascagni in fretta su un libretto incompleto, ma ha avuto e ancora ottiene successi mondiali. Generalmente viene rappresentata insieme ad un’altra opera breve I Pagliacci di Leoncavallo. Un abbinamento legittimato dallo stesso Mascagni che, nel 1926, li diresse insieme al teatro alla Scala di Milano. Prima opera di Macagni e certamente la più celebre e di successo sulle 16 opere del compositore livornese, che dopo l’intimo esprit verista di Cavalleria si espresse ancor più grandiosamente con Iris, un’opera che dovrebbe essere maggiormente valorizzata.. La prima rappresentazione di Cavalleria Rusticana avvenne al teatro Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890, e oltre agli interventi dei solisti, la preghiera di Santuzza, e quelli di Turiddu e Alfio, il brano musicale che ancora oggi è il più amato ed eseguito anche fuori dal repertorio operistico, è l’Intermezzo sinfonico con il suo carattere orchestrale, basato sull’uso interamente degli archi. Cavalleria Rusticana è una novella, un dramma e un melodramma. Dal 1880, Verga si accinse a scrivere, dopo il grande lavoro sul suo capolavoro i Malavoglia, le novelle rusticane, e giunse ad una vera e propria analisi della realtà storica e sociale siciliana nella seconda metà dell’800. E non per caso Verga scrisse prima i Malavoglia, perchè il germoglio narrativo del suo grande romanzo influenzò, nelle sue vicende amorose, la fabula, secondo la concezione romana, che fu Cavalleria Rusticana. Ma in Cavalletia, come ne La Lupa, altro capolavoro verghiano, troviamo un mondo popolare-religioso che detta leggi, usi e costumi che Verga però ricostruisce a distanza. Verga non si lascia influenzare dalla passione, dall’odio e dalla vendetta di Cavalleria. In lui semmai vi è stata l’esigenza di rinnovare dei cliché tardo-romantici, verso temi diversi e soggetti nuovi, sulla scia della tendenza del teatro melodrammatico. Vi è in Verga un intento naturalistico (Zola) di osservazione della realtà con occhio distante dall’obiettivo fotografico. Per la regista Goretta Mattioli, è importante il recupero e il rispetto dell’uso dei particolari folcloristici che animano il racconto intorno a figure particolarmente coinvolte nel dramma, che si differenzia dalla novella per il suoi connotati naturalistici, mentre la novella si basa sul fattore economico, la Roba dei Malavoglia. Dunque il dramma dà spazio alla passione (gelosia e vendetta), mentre la novella il possesso della roba. Mascagni è influenzato dall’aspetto drammaturigico e anzi diviene più ricercato con venature estetizzanti e temi simbolisti. Dunque, con Mascagni nasce accanto al verismo letterario quello musicale. L’opera in musica doveva rappresentare vicende ricche di pathos, i personaggi incarnavano sentimenti o caratteri determinati (il coraggio, l’amore, la forza, l’onestà, la dolcezza). E nella musica verista di Mascagni dominava il carattere pittorico della scena. Senza la versione teatrale (dramma), non avremmo avuto Cavalleria Rusticana di Mascagni. Santuzza domina il dramma musicale, come un attore, allora solo maschile, nell’orchestra del teatro greco. E a questo proposito il ruolo del coro in quest’opera, a cominciare da quello dell’apertura, fuori scena e poi in scena, non è finalizzato all’idea di coralità, ma serve per introdurre un diaframma di attesa, dilatato nei tempi, anticipatore dell catastrofe, che finisce nel finale di un coro della tragedia greca.

 

Paolo Montanari

Foto di Repertorio

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