Ricci: “Valori della Liberazione più che mai attuali”

 

 

 

Il ministro De Vincenti ricorda l’eccidio di piazzale degli Innocenti

 

 PESARO –  «Con la presenza del governo dalla città ricordiamo la valenza della Liberazione per tutto il Paese».  Lo ha detto il sindaco Matteo Ricci al sacrario dei Caduti per la Libertà di piazzale Collenuccio, nell’anniversario del 73esimo della Liberazione di Pesaro con il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti.  «Dopo la guerra la città era deserta: i pesaresi sfollati furono accolti dai contadini. Gente povera, che però non fece mai mancare un pezzo di pane a chi aveva bisogno. Una pagina straordinaria di solidarietà del nostro territorio». Il sindaco ha citato «gli alleati, la Brigata Maiella, i partigiani coraggiosi che scelsero di combattere per la libertà». Descrivendo dopo la fine del conflitto «una città fantasma colpita dai bombardamenti nell’80 per cento degli edifici. Uno stato d’animo che, per cause diverse, ci riporta a quello che stanno vivendo ora tanti marchigiani dopo il terremoto. Allora si trovò la forza per ricostruire, così come oggi i territori colpiti dal sisma stanno provando a ripartire. Guardiamo al grande esempio del passato anche per i tempi che stiamo vivendo». La Liberazione, quindi, per rinnovare «i valori di uguaglianza, libertà e democrazia» nell’attualità, «dove i germi dell’intolleranza sono purtroppo ancora vivi nella società. Nelle scritte che ricompaiono o nei gruppi che nella vita reale e virtuale si richiamano all’intolleranza e al razzismo». Ma il sindaco si è riferito anche «al linguaggio politico violento, che prima o poi produce violenza vera. Chi ha ruoli di governo deve tutelare sicurezza, legalità e coesione», ma contestualmente «attutire i conflitti. E non buttare benzina sul fuoco, magari per prendere un applauso o un voto in più, senza risolvere i problemi. Lo dico nei giorni in cui siamo colpiti da fatti gravi di cronaca: i criminali sono criminali, a prescindere dal colore della pelle. E vanno perseguiti e puniti come tali, in ogni situazione, rendendo giustizia alle vittime. Ma spesso, nella discussione politica, se un reato è commesso da un italiano ha un valore; se è compiuto da uno straniero sembra che abbia un valore in più o diverso. Sono elementi di preoccupazione, con riferimento ai germi del razzismo».

IL MINISTRO – Così De Vincenti: «Pesaro era il caposaldo orientale della linea gotica: la sua liberazione è stata fondamentale per scardinare l’assetto bellico degli occupanti nazisti». Il ministro ha citato «l’eccidio di bambini in città del 17 novembre del 1943, oggi ricordato con il piazzale degli Innocenti», soffermandosi sui partigiani: «Con forza e coraggio hanno aperto una strada nuova. Dalla Resistenza e dalla Liberazione si è prodotto l’impulso iniziale per le radici della democrazia». L’Italia di oggi, «pur segnata da tanti problemi, è il secondo Paese manifatturiero d’Europa. La settima potenza economica mondiale. uno Stato fautore di pace e progresso nelle relazioni internazionali, erede della Resistenza». Infine: «Veniamo da anni difficili segnati dalla stagnazione economica e dalla pesante recessione che si è generata dal 2008 al 2013. Ma la ripresa economica  che, come dicono gli ultimi dati, va consolidandosi, dimostra la capacità di rialzarsi e costruire il futuro: oggi come nel dopoguerra. La voglia di ripartire nelle zone terremotate è un altro segnale forte». Sono intervenuti l’assessore Luca Bartolucci, il rappresentante delle associazioni combattentistiche e d’arma Lido Scalpelli e la presidente dell’Anpi Pesaro Matilde Della Fornace. Presente il presidente della Regione Luca Ceriscioli.  

(f.n.)

 

 

 

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