Commento della senatrice pesarese del Pd Camilla Fabbri sugli infortuni sul lavoro. Dati forniti ieri dall’Inail

Ecco il commento immediato della senatrice pesarese del Pd Camilla Fabbri presidente della commissione d’inchesta parlamentare sugli infortuni sul lavoro, dati forniti ieri dall’Inail.
-Senatrice Fabbri, sono dati allarmanti?

“Nei primi sette mesi di quest’anno sono aumentati gli incidenti e i morti sul lavoro: 591 decessi, cioè 29 in più rispetto ai 562 dell’analogo periodo del 2016 (+5,2%). Lo rende noto l’Inail pubblicando i dati provvisori relativi a questa prima parte del 2017.

Le denunce d’infortunio pervenute sono state oltre 380mila circa, 4.750 in più rispetto allo stesso periodo del 2016 (+1,3%), per effetto di un aumento infortunistico dell’1,2% registrato per i lavoratori (2.832 casi in più) e dell’1,4% per le lavoratrici (oltre 1.900 in più).

Risulta particolarmente colpito il Nord, soprattutto i settori dell’industria e dei servizi. Diminuiscono le morti nel mondo dell’agricoltura.

A morire sul lavoro sono soprattutto gli uomini i cui casi mortali sono saliti da 506 a 531 (+4,9%). Le donne decedute sono passate da 56 a 60 (+7,1%). L’aumento di 29 morti bianche è però la sintesi generale.

Questi dati, non dobbiamo dimenticare, risentono delle due grandi tragedie verificatesi nel mese di gennaio: la valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano e l’elicottero dei soccorsi precipitato in Abruzzo.

La crescita dell’occupazione, connessa all’inizio di una ripresa economica, sicuramente spiega l’incremento degli incidenti e delle morti.

Spiega ma non giustifica, perché il nostro obiettivo è quello di un azzeramento del fenomeno, che resta inaccettabile per una società democratica.

La Commissione infortuni sul lavoro si è già espressa più volte sull’importanza di un rafforzamento dei controlli, anche in relazione alla qualità delle operazioni ispettive. Deve essere superato una verifica esclusivamente formale e burocratica, favorendo un’attività ispettiva che controlli il rispetto effettivo e reale delle norme sulla formazione e sull’informazione, sulla valutazione dei rischi e sulla responsabilità delle imprese.

Altrettanto urgente è affrontare il tema dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che ancora non è a pieno regime.

Il Testo Unico infine non deve essere modificato ma realizzato attraverso l’approvazione dei decreti attuativi, affinché, dopo dieci anni dalla sua emanazione, sia data piena applicazione a tutti suoi principi e a tutte le sue disposizioni.

La sfida culturale è quella di realizzare finalmente un cambio di mentalità affinché la sicurezza sul lavoro sia percepita da tutti gli attori sociali come un investimento e non un peso, dando quotidiana applicazione alla nostra Costituzione”.

Paolo Montanari

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