A Pesaro il ministro della Giustizia Andrea Orlando

All’ultima domanda provocatoria del giornalista Marco Conti: “Presto Renzi salirà sul treno….”,
il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha risposto : “Speriamo che Renzi al suo arrivo con il treno dica cose diverse da quando è salito. No i soliti monologhi. Un pezzo di società ha bisogno di essere ascoltata”.
Se Renzi guida il treno deve saper ascoltare anche il personale di bordo e i passeggeri”.
E’ questa in sintesi la crititca della corrente, così si chiamava una volta nei grandi partiti tradizionali (PCI, DC e PSI), di Orlando che ha preso le distanze ma in maniera soft e anche un po’ diplomatica dal Pd, guidato dal segretario nominato dall’Assemblea, Matteo Renzi. E ben vengano i confronti, che finché vi erano le ideologie politiche erano aspre ma difficilmente dividevano. Oggi che le ideologie e tatomeno le utopie sembrano definitivamente scomparse, rimangono i proclami anche a colpi di twitt. Pertanto la Festa dell’Unità tematica nazionale sugli Enti Locali di Pesaro, ha fatto bene a riaprire questo dibattitto pluralistico, invitando la cosiddetta area moderata della sinistra italiana che è rimasta nel Pd e che insieme a Pisapia forse salverà il salvabile di un centro sinistra che, probabilmente con l’attuale legge elettorale, avrà bisogno dei voti di Alfano, e di quei centristi che non vogliono avere a che fare con la “Destra popuilista e fascista”, come l’ha definita Orlando nell’intervista a piazzale Colllenuccio, affollata non solo dal popolo Pd di fede renziana, ma anche dai dissidenti moderati e centristi che si aspettano questa alleanza in vista delle prossime elezioni politiche. E il parterre è stato di tutto rispetto con il questore di Pesaro e Urbino, la senatrice Camilla Fabbri, l’on. Alessia Morani, il consigliere regionale Mirco Ricci e il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, arbitro silenzioso ma attento pr cogliere qualche novità politica dalle parole di Orlando.
Sulla giustizia fai da te che ha avuto a Roma un episodio a dir poco condannabile, il ministro ha esplicitamente detto che a nessun cittadino è permesso di fare giustizia da solo. Troppi episodi si sono succeduti in varie parti d’Italia. “Sta tornasdo il fascismo nel nostro Paese e che non c’entra con i flussi migratori, perchè è stato provcato da italiani che non devono utilizzare la retorica dell’emergenza. L’Africa fra venti anni avrà 2 miliardi di abitanti e non possiamo parlare di flussi migratori. Non è in pericolo la democrazia in Italia per 100.000 immigrati su una popolazione di 60 milioni di italiani. In Germania ne hanno molti più di noi. Non creiamo noi con la demagogia e il populismo il terreno per il terrorismo”. Poi di fronte ai ritardi della politica locale, Orlando la prende da lontano, evidenziando vizi e mali già nel passato e nel caso di Roma afferma che la Raggi è stata votata da molti romani, ma la speranza nella sua amministrazione è stata tradita, perchè non si è verfificato il giusto equilibrio fra politica e società. Poi le riforme, come la creazione di una nuova agenzia per i beni confiscati non solo alla mafia, che funzioni in maniera fisiologica. quindi la legge fallimentare da modificare, in quanto risale al 1942, con procedure più snelle. “In realtà, ha aggiunto Orlando, in questi anni abbiamo fatto dei progressi in tema carcerario, acquistando dei punti e portandoci alla pari, ad esempio, della Francia e così per i tempi processuali, pssando dai 520 giorni per il primo grado ai 367 giorni. Inoltre, un grande progresso si è avuto con l’informatizzazione del processo nei tre gradi. Il processo penale va alleggerito e non aumentate le penali per abusi edilizi, per evitare lungaggini che spesso si risolvono prima che si arrivi a sentenza. In campo di procedimento penale, vi è stato comunque un miglioramento del 7%.Poi il problema dello ius soli, strumentale per quelle forze di destra populiste. Se c’è volontà da parte delle forze politiche vi è anche il tempo di cambiare. Senza cittadinanza di bambini, persone nate in Italia da genitori stranieri, nascono bacini di irresponsabilità che sono molto pericolosi. Costruire una nuova cittadinanza da sicurezza. Poi le alleanze con le forze di centro. Alfano, Ncd e Alleanza popolare possono essre dei nostri alleati sicuri e seri. E in questo clima contro la politica, che preclude anche a regimi autoritari, parlare di annullare i vitalizi ai parlamentari può avere un significato di equità sociale, ma attenzione che non venga esteso anche alle pensioni dei cittadini. Il pericolo maggiore se lo sta creando il Pd che pensa di agire da solo e si indebolisce. In Siclia vi è una realtà complicata, una partita in salita, dove nelle ultime elezioni ha dominato nel centro sinistra l’astensionismo. In questo importante appuntamento elettorale bisogna battere la destra per prendere i voti. Per cui, e questo è stato un appello di Orlando, bisogna unire le forze progressiste e moderate contro la destra esplicita di Salvini e quella implicita di Cinque stelle”. A questo punto l’intervistatore Marco Conti ha chiesto ironicamente a Orlando: “Il Pd dovrà baciare il rospo?”. “Meglio baciarlo ha risposto il ministro, piuttosto che baciarne uno più grande, Salvini a Palazzo Chigi”. Poi la legge di Bilancio prima della fine legislatura, la speranza ai giovani per nuovi posti di lavoro. I numeri dei dati economici sono positivi, in quanto il Pil è aumentato, però la ripresa non è omogenea e per questo che il CDM ha approvato la legge di inclusione sociale con la lotta per la povertà. Occore lo sblocco del turn over nella Pubblica Amministrazione”.
Paolo Montanari

Un commento

  1. Attenzione, anche per Orlando che pur è un “pacato” del PD, a catalogare come populisti o addirittura fascisti gli altri, perchè il PD che per il momento è sopra tutto quello di Renzi di cui lui contesta proprio il non ascolto della società, non è certo popolare nè sta interpretando le esigenze della società perchè le ricette sono spesso inadeguate o solo ideologiche (d’altronde se il parterre del PD presente rappresenta la classe dirigente del partito sopra tutto renziano, non ci si può meravigliare).
    Attenzione quindi ai rospi, visto che di rospi ultimamente il PD ne ha dovuti ingoiare parecchi.

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