Alla Festa dell’Unità 2017 il professor Roberto Burioni, ricercatore pesarese, virologo di fama internazionale

Si sapeva che il professor Roberto Burioni, ricercatore pesarese, virologo di fama internazionale, docente universitario e anche scrittore di successo, sarebbe andato a finire nella fossa dei leoni. E ci è voluto il coraggio, una scommessa vinta dal sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ad invitare Burioni, alla Festa dell’Unità, tematica nazionale sugli Enti Locali, in un pomeriggio piovoso, ma che ha visto il pubblico delle grandi occasioni a piazzale Collenuccio. Dicevamo parafrasando la fossa dei leoni, perchè Pesaro, città di provincia che nella storia ha più volte assunto una posizione di bastian contrario, in questo momento è tra le città italiane a più bassa utilizzazione dei vaccini. Basti ricordare la grande manifestazione nazionale di alcuni mesi fa al Miralfiore dove migliaia di persone, famiglie intere con bambini, hanno dimostrato contro l’uso indiscriminato dei vaccini. E nella serata del popolo del Pd, soprattutto donne con bambini hanno dimostrato e fischiato uno scienziato, quasi che internet e facebook sfidasse i risultati scientifici. Ma il relativismo e il pressapochismo della nostra società porta a questi risultati. Invece di fare un dibattito scientifico serio e costruttivo, a che cosa sono serviti i fischi e circa l’8% di una minoranza che si è alzata dalla sedia in senso di dissenso e protesta. Tanto che lo stesso Burioni ha detto: “Non è uno sgarbo nei miei confronti ma verso il Pd che forse prende qualche voto in meno. Ma purtroppo siamo in Italia e tutti vogliono essere competenti su tutto”. E su questo punto che ha voluto insistere Burioni, da molti anni ricercatore nella Grande Mela, nei più importanti laboratori. Il fondamentalismo dell’Olanda è disprezzabile in senso scientifico per le morti che provocano proprio in quelle ristrette cerchie sociali che rifiutano i vaccini. Ma la leggerezza italiana disarma i ricercatori e gli amminiustratori e quei politici seri che fanno appunto polis, servizio ai cittadini e salvaguardano  la loro salute. “E’ possiibile, ha sottolineato anche con passione Burioni, che i dati scientifici che affermano che l’uso dei vaccini  debellano malattie come la poliomelite, le epatiti, non devono essere prese in considerazione dalla società? Oggi domina l’effetto gregge informatico, per cui l’amico e l’amico dell’amico aderiscono a pregiudizi che non si basano su dati scientifici, in questa rete possono cadere anche alcuni medici che è meglio cambiare subito. Pensiamo a qualche vaccino che fa scomparire il tumore. Non è meglio spendere un euro per il vaccino che spese farmaceutiche e strutture ospedaliere che fanno crescere anche il debito pubblico nazionale? Purtroppo vi è una non conoscenza della materia e spesso i genitori sono indifesi. E vi è stato un abbassamento della guardia. Il caso dell’infermiera con il morbillo all’ospedale di Senigallia docet. E’ vero che i vaccini del passato avevano meno efficacia, ma adesso con la ricerca scientifica, che ogni giorno scopre qualcosa di nuovo, come si possono creare questi muri di pregiudizio? Ha fatto bene il segretario del Pd Matteo Renzi a sostenere la campagna a favore dei vaccini. Ora la campagna di educazione e comunicazione si deve spostare nelle scuole dove spesso vi sono molte resistenze senza sapere che persone non vaccinate possono contaminare altri bambini. Tutto è partito dalla famosa sentenza del tribunale di Rimini che sentenziò come vi era un effetto collaterale fra vaccinazione e autismo. Poi scientifcamente si è dimostrato il contrario E’ possibile che un bambino nelle Marche pochi mesi fa sia morto di otite qiuando la mortalità frequente per questa patologia risale agli anni Trenta. Questo perchè un medico omeopata decide di non trattare con terapie ospedaliere il piccolo paziente”. Burioni, oltre ad essere un tifoso laziale, ama molto leggere e tenere un prorpio sito in cui delle volte strapazza i suoi lettori, perchè lo scienziato deve essere rigido e applicare le regole. Dopo questo successo da star nei festival dell’Unità e in televisione, suonerà per lui la sirena della vita in politica? La sua risposta è un ni. E’ tutto un programma.
Paolo Montanari

 

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