Matteo Ricci intervistato da Paolo Del Debbio

“Non ho apprezzato il gesto di Errani di dimettersi da commissario per il terremoto, quando ancora i lavori sono in corso e la situazione è in mezzo ad un guado. E’ un segnale di mancanza di responsabilità. Errani ha sbagliato a pensare che avevo un buon giudizio su di lui come presidente dell’Emilia Romagna. Se poi viene fuori che le dimissioni sono dovute per una sua candidatura nelle file di Bersani, il fatto diventa gravissimo e può avere delle ripercussioni politiche”.
Il sindaco di Pesaro, nonchè presidente nazionale degli Enti Locali, Matteo Ricci non ha i peli nella lingua e fuorisce con una esternazione che, per adesso, il direttivo del Pd aveva mal digerito, rifugiandosi diplomaticamente nella data di scadenza di Errani ai primi di settembre dal suo ruolo di commissario per le zone terremotate del centro IItalia. L’occasione di questo sassolino tolto dalla scarpa è stata l’intervista che Matteo Ricci ha rilasciato al giornalista di Rete 4 Paolo Del Debbio, nella seconda giornata della festa dell’Unità nazionale tematica suglki enti locali. Molti i temi e domande che Del Debbio ha fatto a Ricci, abituè della trasmisisone televisiva condotta dal giornalista toscano. Del Gebbio inizia con elogi anche un po’ ironici per presentare il sindaco di Pesaro. “E’ un politico che non cambia casacca e non fa premesse alle sue risposte, va al sodo ed è concreto”.
Come si comporterà il Pd per le prossime elezioni politiche? “Non vedo tante novità, si andrà a votare con questa legge elettorale”. Poi una stoccata ai quei politici, della Destra, Lega e Cinque Stelle che, in poche settimane, volevano fare la variazione della legge elettorale? E l’obiettivo di Renzi, che per statuto sarà il candidato a premier per il Pd è duplice: obiettivo minimo chi arriva primo; mentre l’obiettivo massimo è il raggiungimento del 40% che in questo momento sembra inpossibile, ma che non poco tempo fa ad esempio nella realtà pesarese dopo la vittoria del 33% di Grillo nel 2016, il Pd ha raggiunto il 60%. Gli elettori italiani hanno uno strumento in mano, il voto, che è una variabile. Certo, ha incalzato Del Debbio, se al posto di Alfano allora durante il referendum vi era Minniti, probabilmente non vi sarebbero stati problemi di alleanze per il Pd. Ricci annuisce ma poi attacca contro quelle forze di sinistra disgregatrici e spera nell’apertura di Pisapia e Calenda. In politica internazionale ammette del fallimento di una costituzione europea, che è divenuta costituzione del nulla e e dello spauracchio cinese che sta invdendo economicamente e parzalmente anche militarmente il continente africano. Viviamo in un contesto europeo assente da una politica internazionalre e alcuni aspetti li viviamo con le divisioni interne nel Pd
Paolo Montanari

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