Nuovo allestimento di Elisir d’amore del regista Roberto Ripesi, diretto dal pesarese Stefano Bartolucci

 

Dopo il successo travolgente di Senigallia con Traviata, il regista e cantante lirico di Ostra, Roberto Ripesi, è già pronto per un altro progetto a lui molto caro: Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, che si terrà nella piazza del centro storico di Corinaldo il 19 agosto alle ore 21,00. Direttore del coro e accompagnatore musicale, il pesarese Stefano Bartolucci. Al pianoforte Valeria Picardi. Coro di Città futura di Vallefoglia. Organizzazione generale del Laboratorio A scena aperta di Ostra. Regia di Roberto Ripesi.

Personaggi e interpreti
Dulcamara, Roberto Ripesi
Adina, Annalisa di Ciccio
Nemorino, Patrizio Saudelli
Belcore, Alessandro Battiato
Giannetta, Laura Tomacci

Elisir d’amore fu scritta da Felice Romani ed è un libretto in due atti, di cui il primo è di 10 scene e il secondo di 9. Romani derivò il libretto dal testo Le Phitre (il filtro) scritto nel 1831 da Eugene Scribe per il musicista Auber. Donizetti ebbe a disposizione solo 14 giorni per consegnare la parte musicale dell’opera,sette dei quali servirono a Romani per adattare il testo di Scribe.
Elisir è definito melodramma giocoso, che si distingue dal dramma giocoso di Rossini, qual è la Pietra del Paragone, perchè in Donizetti in un clima giocoso, vi è lo spazio anche per il patetico, vedi la celebre aria del tenore Una furtiva lagrima. Dunque un’inventiva melodica nell’opera buffa. In Rossini nella struttura comica si insinua lentamente l’aspetto drammaturgico che solo un personaggio generalmente nel finale riesce a spazzare via. Donizetti poi prende i personaggi dalla realtà e non dal palcoscenico. E su questa prospettiva che gira anche la geniale regia di Roberto Ripesi, che in una location tradizionale fa ruotare personaggi popolari dei nostri tempi. Insomma Elisir è figlia del melodramma settecentesco e Donizetti non si scorda di questa orgine, tanto che nei recitativi utilizza ancora il clavicembalo, che per il 1832 era considerato preistoria per il rifuito del modello cameristico classico sei-settecento. Questo equilibrio fra il comico-buffo ( il ciarlatano Dulcamara), che più tardi Giacomo Puccini in Gianni Schicchi farà rientrare fra “i furbetti del quartierino”, e il pathos il patetico, che lo stesso Puccini consacrerà in varie situazioni e topoi musicali-scenici, rendono ancora oggi Elisir d’amore una delle opere più amateed eseguite al mondo. Elisir andò in scena la prima volta il 12 maggio 1832 al teatro Cannobiana di Milano ed ebbe subito 35 repliche. Il suo successo fu continuo nel tempo e con i cambiamenti ed evoluzioni musicali. Critici e studiosi autorevoli come Beniamino del Fabbro e Franca Cella, definiscono Elisir un’opera che racchiude eleganza, leggerezza e ironia. Fra l’altro per il cantante basso-buffo Roberto Ripesi, sarà l’ennesima interpretazione del dottor Dulcamara, uno dei personaggi che ama di più.

 

Paolo Montanari

 

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