Le poesie di Laura Arual

Ehy…dove vai?

No….di solito non lo faccio

Non mi fermo a parlare con chi

Non conosco…soprattutto se ti fischiano

Che ti scambiano per un cane?

Se poi ti suonano col clacson rischiano

Che non glielo mandi a dire

Perché una donna è signora

Indipendentemente da tutto

Ma era un qualcosa che mi chiamava

Una pallina da tennis fuggita dal campo

Vicino

Stanca di essere percossa da un pantaloncino

Fosse pure un gonnellino bianco

Che del tennis scopre un po’ le regole

Così rischiando un clacson ho girato

La bici rossa in direzione del giallo

Sul ciglio della strada

Sarebbe potuto essere anche un uccellino

Da rimettere sul ramo

O una carta che urla bidone!!

A chi la tira dal finestrino

La tentazione era di tirarla nel suo campo

Un nido a un uccellino

Poi ho pensato quella libertà

Tana libera tutti!

E adesso…a casa!

C’è un bimba su un terrazzo che

Gioca come allora

Un muro e una pallina

Rinoceronte la palla sotto il ponte….

E il gatto muove il baffo

 

Impressioni a caldo

Di una serata di poesia

Con il vento fermo

Ma le parole bruciano

Il fiato

Ed è quel fumo di incenso

Che si spande e sembra dire

Grazie per l’ascolto

Qualcuno lo coglie con un applauso

 

Rombo di tuoni

Il motore

Che ha portato fin qui

Il temporale

Chiari su sfondi scuro

La pelle ed il.cuore

E sembra che tutto si avvicini

Anche se fugge

Crollano gli ombrelli

Con un po’ di sole

L’estate fra i suoi biondi capelli

Lo sveglierà

Come si chiama un bambino

Lo abbraccerà

Come si dovrebbe fare con

Un Anziano

Che si sente solo

Polvere e cielo

Lampo e tuono

 

Buongiorno

Che ogni giorno

È giocare ad essere grande

La pioggia è sempre nuova

Il sole ha un passo antico

A volte vive nell’ombra

Ma se ti trova ti abbraccia

E dice -prova a dire quanti anni sono?

Lì in mezzo ci sta l’uomo

Fra una lacrima e un sorriso

Buongiorno

 

Più che rincorrere

Scappo

Se tu sei quel tempo mi fermo

Dammi un po’ di tempo ancora

Per capire chi siamo

Se insieme si parla di eterno

E poi ci stacchiamo

Siamo anima e cuore

Che fanno nascere un bacio

Ma non so fino a quando

 

Ho visto la musica

Uscire dai letti

Di nascosto

Degli amanti

E senza confini

Amare oltre i corpi

Mi stai facendo cantare

Parole che non conosco

È nel sole

Che si scoprono i fianchi

E nell’ombra le note dei baci

Radici….

 

Lo sentivo respirare

Come un profumo

Già ascoltato

Sulla mia pelle

Stavo parlando con qualcuno

Non so più cosa dicevo

Lo sentivo

Ho cominciato a perdere il filo

Mi arrotolavo su di me

Come

Chi vuol scendere dal gioco

E fare sul serio con un sorriso

Era lui che mi stava toccando

Da un pensiero inaudito

 

Vestito di nero

Dai capelli scolpiti di marmo

Dagli occhi che portavano

In sé cieli di eterno

Notti di bosco

Vestito di nero la maglia

Sulla roccia del petto

Le braccia pronte ad abbracciare

I pantaloni sui tronchi dei muscoli

Abituati a possedere la libertà

Su pensieri d’ oro

Che per lui cesellavo

Senza rendermi conto di me stessa

L’amavo

 

A pochi passi da me

E mi stava respirando

Mi stava esistendo In uno sguardo

Mi trafiggeva a sé

Ed io…non resistevo

Esistevo con il suo

Stringermi

Portarmi

Volermi cullarmi

Pretendermi In un colpo di cuore

Un battito di ciglia

 

Stamattina ti ho pensato

Meta territorio confine

O forse

Quelle ali che mi hanno rubato

Il bacio che non ho ancora dato

L’inizio e la fine

Orizzonte monte mare

Una carezza da cui ripartire

O quel cielo

Che mi vuole

Tempo che mi stringi le vene

Che mi porti al largo

E poi di nuovo al cuore

 

Domani forse lo farai

Tu riderai di me

O mi odierai

Ma adesso giochiamoci

Ad amare

Domani forse domani…

Adesso chiudi gli occhi

E non dormire

 

Pensami
Pretendimi
Riprendimi
Difendimi dall’assenza
Oltre quel confine
Mi metterò quel vestito
Che ami sfilare
Libertà di un vento
Che sussurra storie
Che non si possono dire
Segreto inconfessabile
Che ha messo le spalle
Al muro d’ombra del cuore
Vagito di un primo bacio
Che fa crescere l’amore
Quando con fili d’erba
Tu mi hai sfiorato
Ho sentito l’anima salire

Fino all’ultima curva di agosto per raccogliere more

ancora è presto diceva mia madre per tornare

per fortuna aggiungevo io

a Marotta si stava bene

e cominciava la discesa di luglio

così qualche temporale

che ci coglieva

dai rami piccoli brividi

e si metteva la maglietta di sera

ma luglio è un campione di bugie

tanto sa che qualcuno per lui pagherà

le giornate al mare trascorrevano in fretta

come baci sulle cartoline che non si possono dare

che non si possono dire

ma lo stesso partono per domani

così io vivevo l’arrivo e la partenza

con il francobollo che qualcuno per me aveva timbrato

nell’arco della mia vita mi sono lanciata spedita

a volte ho fatto centro a volte sono caduta ai suoi piedi

le more sui rovi da verdi diventavano rosse e poi nere

pronte per l’arrivo degli altri cugini da Bribano

con la macchina carica per restare ferma un po’ al paese delle more

finché l’estate un giorno finiva

 

 

Oggi sono c osì…

Chiuso per ferie

Aperto per non morire

Vendesi o affittasi

Vietato entrare

Si può uscire

Benvenuti

Arrivederci

Torno subito

Non torno più

Quante volte

Mi sono sentita cosi

Restando ad annaffiare I fiori all’estate

Regalasi anima

A chi non la fa fuggire

 

 

Oggi

Mi sei venuto a chiamare

Fuggiamo insieme?

Non ho mai dubitato di te

Oggi c’e un vento

Che accarezza le persone

La mia bici è una piuma che vola

Mi spinge la fantasia

Potrei disegnare la strada

Ad occhi chiusi

Ma la fretta non vuole

Camion improbabili imperdonabili

Non guardare

Mi attraversa l’anima scalza come

Una bambina

La tengo per mano

È d obbligo regalarsi il cuore

E mi fermo ai Gemelli

Caffè. con zabajone

Aforismi e allestimenti per ogni stagione

Mi sorride Sauro il Gemello di Sergio

Ci fermiAmo a parlare

Ci scambiamo i complimenti

Ci facciamo una foto

Poi via…

Oggi è uno di quei giorni che ti danno

Ragione senza discutere

Mi ferma il colore un’altra fotografia

Un amico di Facebook Boris

Ma sono.così importante?

Da essere riconosciuta?

C’è un ragazzo avrà l’età di.mio figlio

Un profumo di occasione

Tu.non ci sei ma sei sempre con me

Mi basta sentirti

A volte picchi all’anima a volte bussi al.cuore

Il banchetto della frutta per strada

La signora si commuove

Vado a casa dei miei abitano in una casa

Senza porte e senza luce

Mi chiama cocca mi fa sentire bambina

Mi rincalza le coperte alle pesche

Nel cestino della bici

Il ponte vecchio sull’Apsa del Gallo

Mi fa voltare

Come allora dalla 500 gialla di mia madre

Adesso sono in fondo alla salita

Adesso se vuoi sapere ti dico dove sono

Mi stendo all’ombra in un prato

Qui finisce il mondo

Finisce la fretta

E comincia il paradiso

Non sarà facile lasciare i rimorsi

E i rimpianti

Un paio di scarpe fuori dalla porta

Cercare dietro ogni curva chi e dove

E quanto sono

Ma sappi che ho sempre pensato

Che fosse cosi

e tu non piangi

Sono.io che sorrido

 

 

Gialla la ricordo così bella

a me sembrava così grande

da piccoli tutto lo è

poi cambiavano gli sfondi delle stagioni

ma casa la mia

prima che la vita mi dicesse

è ora di cambiare

un capannino

dove la nonna teneva i fiori

gerani e oleandri

e adesso immagina le rondini

e bambini

lo scivolo sulla ringhiera

il cane che abbaiava

le amiche che ti aspettavano

una panchina per regina

il sasso nella strada

i tigli figli cresciuti di un tempo

che sulle foglie batteva

e una madre alla finestra

un padre che ogni sera ritornava

le luci della tempesta

le scosse della partenza

i tesori dell’incoscienza

 

 

Far volare il fiato

aprire la gabbia

svuotare la boccia nel fiume

riempire il vuoto

staccare il filo a un dolore

o solo un pensiero

che lo tocchi il cuore

l’esplosione che lo fa accelerare

la paura di esserci di non esserci più

come la notte sa dire

entrare ed uscire

accendere e spegnere

l’ultima stanza che ci separa dall’anima

e buonanotte amore

 

 

È stato bello dirlo

Ripeterlo

A chi non sapeva

Sono la figlia di

Come si usa con chi ti ha conosciuto

E a tutti quei volti che cercano in te somiglianze di ieri

Il sorriso di oggi

Ci ritorno babbo e mamma a parlare di voi

Quando il cielo è chiaro

E mi lascia entrare

Quando nessuno si chiede

Che fine abbia fatto

L’inizio

Lo screen shot di un ancora….

 

 

Diciannove luglio

La prima notte senza luna

Ci siamo persi dentro

In quel mare di stelle

Oceani di ombre e di luce

Mi hai stretta a te come si fa

Con chi ti vuole

Del nostro profumo

Ne abbiamo fatto carezze

Maestri di nuove armonie

Ci siamo mostrati così nudi

Sudati a un vento che ci stava

A sentire

Rincorsi dal cuore

Arsi vivi nei baci

Sfiorati e poi presi

Che suono dolce ha il fiato

Che pizzica le corde all’anima

È trasparente ma si appoggia

A lei

La strada della follia si apriva

Verso noi

E nitido si stagliava il monte

Che abbracciava il mare

Terra battuta assetata vogliosa

Un uomo e una donna

Che avevano rubato la luna

Scesi dal cielo

Ci siamo scambiati la vita

Non vedo l’ora di leggere

Cosa pensi di me

Occhi che si aprono

Ora che il sogno mi fa uscire

Da quale parte mi stai scrivendo

Amore?

 

 

Ho conosciuto un uomo

Parla la lingua di amare amiche che sapevano chi ero

Ho trovato il tempo

Nascosto da qualcuno

Mi sono vestita da sposa

Ho giocato come una bambina

Ad esserci

A non esserci più

Sono morta in un abbraccio

Che non mi trovava

Resuscitata ogni volta

Che mi ha chiamata

Mi sono punta strappata riuscita

Ho tessuto i sogni trama nella trama

Ho conosciuto la sete di te

La mia fame adesso è tua

Le parole sulla bocca sono solo

Molliche

Se la poesia è già un perdono

E tu mi chiami speranza

In una stanza vuota

Un letto d’abbandono

E carezze ricche di qualcosa

Che sta passando su noi

Ho conosciuto un uomo e una donna

Sono rinata

 

Laura Arual

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