La cantautrice Giulia Ciaroni si rivela in questa intervista

-Giulia, cos’è la tua vita?

“La mia vita è musica. Con la musica ho trovato il mio senso in questa realtà. Una realtà da cui mi sono sempre sentita estranea, come se non riuscissi mai a trovare un posto che mi appartenesse, che perlomeno sentissi mio, anche solo un poco. Osservavo il mondo, senza però entrarci dentro. La vita scorreva, e io mi sentivo sempre così lontana, fino a quando, questo silenzio dentro il quale mi ero inabissata ha avuto bisogno di cercare uno sfogo, e ha iniziato a gridare, attraverso la musica, la mia sola fede, la mia ancora di salvezza. Così ho iniziato a dedicarmi alla composizione”.

-Cosa sono per te i tuoi brani?

“Li sento un po’ come dei figli. Forse potrà sembrare esagerato il paragone, ma per un cantautore i propri brani sono davvero pezzi di cuore. Ogni canzone è legata a una persona, un momento, una sensazione, un’ideale, un dolore, una gioia e quindi ogni brano diventa la vita stessa. La musica mi ha permesso di confrontarmi con i miei dolori e combatterli, mi aiuta ogni giorno ad esorcizzare i miei demoni, rendendomi più forte”.

-Chi sei?

Sono cresciuta ascoltando la musica dei grandi cantautori italiani. Sono una cantautrice marchigiana con una voglia enorme di fare musica, ma quella voglia, per lungo tempo, l’ho soffocata, perchè si sa, le cose belle fanno sempre un po’ paura, e per tanti anni, la musica è stata la mia paura, perchè scavava nella parte più intima di me, e mi spaventava”.

-Cosa temevi?

“Temevo forse, più che il confronto con il pubblico, il confronto con la vera me fino al momento in cui, un giorno, la voglia ha vinto la paura.. e sono sbocciata. Ritengo che la musica sia una terapia, un qualcosa in grado di raddrizzare anche la più storta delle giornate. e come la musica in tante occasioni ha salvato me, spero ora con le mie canzoni di poter essere d’aiuto per chi mi ascolterà”.

-Come?

“Semplicemente dando spunti di riflessione, regalando un sorriso o anche una lacrima di commozione. In un mondo dove tutto corre più veloce di noi, dove non si trova più tempo per le cose che davvero contano, le emozioni. Vorrei portare le gente a scuotere e risvegliare i propri animi. Giudichiamo le persone da come si vestono, dai tatuaggi, dai propri gusti sessuali, dal luogo d’origine, dalle persone che frequentano, dall’ambiente in cui vivono. Io dico che non è questo il modo, abbiamo perso il “contatto” e la musica trovo possa servire proprio a permetterci di ristabilire questa connessione con noi stessi e con gli altri. A tutti vorrei dire di imparare ad ascoltarsi di più.. perché la chiave per risolverci risiede in noi. E’ vero che tutto ciò comporta dolore, fatica, ma poi arriva sempre quel momento in cui ti rendi conto di quanto sarebbe stato pericoloso stare fermo. Ho passato tanto tempo a osservare, sentendomi in un certo senso diversa”.

-Perché?

“Perché la mia sensibilità mi portava a vedere il mondo in una maniera particolare, e captare cose che agli occhi di tanti, potevano farmi sembrare una svitata. Osservare, osservare per capire, perchè la verità non è nelle parole, la verità è nell’anima e il linguaggio dell’anima si rende comprensibile solo nel momento in cui si è disposti ad ascoltare, ma ascoltare con il cuore e dalla musica ho imparato anche questo e tutto ciò è quello che voglio trasmettere, ed è quello che poi, in fin dei conti, accomuna tante persone che si trovano in difficoltà per i più svariati motivi. La musica unisce tutti e non fa distinzioni, chiunque si può rivedere in un brano e ogni singolo individuo, nella stessa canzone, può vedere i più svariati significati”.

-Quando è iniziato il tuo percorso artistico?

“Il mio percorso artistico, forse è iniziato un po’ tardi, rispetto a tanti, ma proprio perché ho dovuto affrontare delle lotte interiori con me stessa, essendo di carattere molto introversa. La timidezza, inizialmente, mi creava grossi ostacoli, ma poi, come dico sempre, arriva il punto in cui quel desiderio di fare, diventa talmente intenso, che inizi a fregartene della paura e così sono riuscita a superare questo muro, e a dedicarmi alla mia passione più grande, la musica, il canto. Il tutto è iniziato, partecipando ad un concorso canoro che si tiene dalle mie parti, nel 2009 dove vinsi l’edizione di quell’anno, poi da lì, altri concorsi, dove ho sempre ottenuto bellissime soddisfazioni, diciamo che è sempre stata notata questa mia voce scura, calda, al di fuori dei soliti canoni femminili, però, nonostante ottimi feedback ottenuti dagli addetti ai lavori, ancora c’era qualcosa che dovevo metabolizzare di me ed è stata la musica, che mi ha aperto gli occhi, venendomi in soccorso, ancora, seppur in malo modo, la vita mi ha ricordato che c’era qualcosa su cui dovevo riflettere e così ho fatto e per assurdo, ringrazio il dolore, perché mi ha insegnato tanto, perché mi ha dato la scossa di cui avevo bisogno, anche se dall’altro lato, mi ha tolto qualcosa di troppo prezioso”.

-Il 2016 cosa ha rappresentato per te?

“Ritengo che il 2016 sia stato un anno fondamentale perché è da lì, grazie al produttore Rossano Eleuteri (ROS Group), con il singolo “Limiti” (acquistabile tramite i maggiori digital store musicali: iTunes, ecc.. ) ho allargato i miei orizzonti ed è proprio con tale brano che ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con diverse realtà. Il singolo “Limiti” è stato un po’ una chiave, per farmi largo nell’ambiente e tra l’altro, l’anno scorso, è stato inserito in una sezione del sito internet della “Pressing Line” (nota etichetta fondata da Lucio Dalla), la quale grazie all’iniziativa “Alla Finestra”, da l’opportunità a giovani artisti ritenuti meritevoli di potersi promuovere. Da lì, ho deciso di cogliere il momento, e far ascoltare qualche mio lavoro e proprio qualche tempo dopo, verso fine 2016, sono entrata in contatto con il produttore e direttore artistico della Rusty Records, Davide Maggioni. E’ nato, così, un percorso che mi sta facendo crescere passo dopo passo. Con lui, appunto, è iniziato tutto con l’invio di una demo. Il mio intento era quello di capire se davvero potevo funzionare a livelli di un certo spessore, e la sua etichetta, da qualche anno, la seguivo con interesse, così provai questo tentativo e la mia gioia, nel ricevere consensi da un personaggio del suo calibro, penso che non riuscirei nemmeno lontanamente a definirla a parole. Va a lui, un grazie immenso, perché oltre a credere in me, è sempre prodigo di consigli e di spunti”.

-Da cosa nasce LUNA E MARE (nuovo singolo di Giulia Ciaroni featuring Miss Simpatia)?

“Questo nuovo singolo che presento, come ogni mio brano, nasce da un’emozione, da un’esigenza di esprimermi. Non scrivo, non faccio musica, per catturare l’interesse delle persone trattando tematiche cosiddette “marpione”. La musica ritengo non abbia nulla a che vedere con la strategia, l’inganno. La musica è purezza, verità, sincerità e nelle mie composizioni tratto solo argomenti che conosco, che mi riguardano, o comunque cose in cui credo, che sento mie. Non avrebbe senso parlare di qualcosa che non si conosce, che non si vive sulla propria pelle, sarebbe del tutto finto, una canzone ha come base una melodia, un testo ed è da ciò che si deve percepire sincerità”.

-In questo brano parli di omosessualità?

“Sì, parlo di ciò che conosco, di ciò che vedo e vivo nel mio quotidiano. Nell’ambito artistico, ci sono state situazioni in cui mi è stato chiesto di tacere sulla mia sessualità, richiedendomi di rimanere ambigua per crearmi un personaggio, ma non sono mai voluta stare a certi giochi, e mi sono sempre allontanata da queste macchinazioni, mai accetterò di essere ciò che non sono, la mia musica è verità, l’artista deve mettersi a nudo se vuole che il suo messaggio arrivi limpido e diretto, non può esserci vera musica dove regna la finzione, se vogliamo che nel mondo qualcosa cambi, dobbiamo metterci noi per primi la faccia e dare l’input, ogni giorno, nel nostro piccolo, senza permettere a certi sistemi di avere la meglio, perché se ognuno di noi si da da fare, le cose possono cambiare, io ci credo!”.

-Qual è il motivo di questo brano?

“Non è che ci sia poi un motivo concreto, perché per me è qualcosa di spontaneo, del tutto normale, parlare di amore tra due persone dello stesso sesso, non vedo la stranezza, dove sia e forse, se proprio vogliamo dargli un senso, allora sta proprio nel cercare di far arrivare a tutti la NORMALITÀ di tutto ciò. Ci chiediamo mai, perché, un eterosessuale (dato che ora bisogna ragionare per categorie) parli, in una canzone, di una propria storia? Cioè, parli di un uomo e una donna? Ci concentriamo mai sull’andare a snocciolare ogni trama che condisce tali brani? La risposta è semplice: NO! Perché si parte dal presupposto, appunto, che sia NORMALE, e io mi domando: cosa ci sarebbe di ANORMALE, nel parlare di una storia, come nel mio caso, tra due ragazze?”.

-Quindi nella tua canzone cosa racconti?

“Racconto la mia storia, nella più totale tranquillità e semplicità, come fosse una cosa normale, perché di diverso non ha nulla ed è questo che voglio che passi, come appunto dicevo in precedenza, LA NORMALITÀ. Noi omosessuali amiamo come chiunque altra persona, quando un sentimento è spinto da una purezza d’animo, verso chiunque nutriamo questa emozione, non dobbiamo temere nulla, giudizi, critiche o quant’altro, impariamo a vivere!!! E lasciamo correre qualsiasi tipo di commento, quando si ama, non si fa del male a nessuno e se ancora c’è chi non riesce a comprendere ciò, non è un nostro problema”.

-Come hai vissuto la tua sessualità?

“Per anni l’ho vissuta come fosse una colpa, come un ladro di notte, che si nasconde, la cosa che temevo maggiormente, era la reazione della mia famiglia, specialmente di mia madre e mi bloccava completamente, l’idea di dover confessare la mia vera natura. Ora non voglio fare la strappa lacrime della situazione, oppure quella che tenta di far leva sui sentimentalismi, perché non sono proprio la tipa. Cerco di essere d’aiuto a chi è intorno attraverso le mie canzoni, e condividendo qualcosa di mio, sperando di poter dare una mano a chi ancora vive nell’ombra e fa fatica a farsi largo in questo mondo”.

-Hai raccontato di te ai tuoi genitori?

“Quando finalmente trovai il coraggio di farlo mi accorsi che forse era troppo tardi. Lasciai una lettera sotto il cuscino di mia madre e rimasi fuori casa qualche giorno. Mia sorella, che aveva intuito la mia mossa, prese la lettera (forse temendo un infarto da parte di mia madre) e la consegnò ai miei genitori, il mattino seguente quello che ricordo, oltre alla telefonata immediata di mia madre dove mi chiedeva di tornare subito a casa, è soltanto il silenzio dei giorni seguenti il mio rientro. Ora lei non c’è più, e io sinceramente, come visse il tutto, non l’ho mai saputo, proprio perché non c’è stato tempo o meglio, di quello che c’è stato, ne è stato fatto cattivo uso, certo, di dialogo tra noi non ce n’era mai stato, però in questa circostanza, più passa il tempo, più sento quanto diventa pesante, non essere mai riuscita ad avere un confronto reale, concreto, con lei. Un po’ l’imbarazzo, la vergogna, la fatica del riuscire a trovare le parole giuste credo sia stato quello il problema”.

-Cosa vuoi dire agli altri?

“Mi permetto di dare un consiglio, con tutta l’umiltà di questo mondo, non trattenete nulla, perché ogni cosa che soffocate dentro, divora un pezzo di voi e vi logora l’anima, non abbiate timore di vivere e di vivervi, perché abbiamo soltanto una vita! Oppure arriverà il giorno in cui, guardandovi alle spalle, vedrete soltanto buio, e sentirete dentro un grande senso di vuoto. Alle volte penso se fossi riuscita a parlare prima, sia per mia madre, per il nostro rapporto, per il tempo ma, soprattutto, per la mia vita, magari sarebbe potuto essere tutto più semplice e migliore, magari avremmo avuto anche più tempo per noi. Non ostinatevi a vivere una vita che non è la vostra, non affliggetevi con colpe che non esistono, perché nell’amare, non c’è nulla di male, chiunque sia la persona che ci scatena questo meraviglioso sentimento”.

-Cosa vuoi aggiungere sul tuo singolo LUNA E MARE?

“Innanzitutto, ci tengo a ringraziare L’Art Media Music (Monteporzio, PU), Roberto Speranzini, Fabio Vergoni, e tutta l’esperienza del grande Massimo Bozzi nello specifico, che si è occupato della realizzazione della parte strumentale e un altro grazie, va alla Rapper Miss Simpatia, che ha preso parte al brano nato con l’esigenza di iniziare a parlare d’amore. Sono solita cantare di cose che conosco, che sento, che vivo, perché la mia musica è vera, non è costruita per mirare ad arrivare a qualche scopo. Non tratto argomenti per “arrufianarmi” il pubblico (come dicevo sopra), tratto, per l’appunto, tutto ciò che sento mio e che quindi vivo. Il brano racconta la mia storia, o meglio una di quelle che ho avuto (che poi in fin dei conti, le rappresenta un po’ tutte, a grandi linee). Due ragazze, che s’incontrano in un locale, e che sviluppano sin dai primi sguardi, un’attrazione molto forte. Il “problema”, se così vogliamo chiamarlo, sta nel fatto che l’altra ragazza è fidanzata con un uomo, quindi la situazione sembra molto ingarbugliata, perché si sa, il nuovo, l’inatteso, spaventa sempre un po’, soprattutto dal momento in cui, travolge il cuore e stravolge la vita. Questa canzone vuole essere un messaggio, per tutti coloro che vivono nell’ombra o temono di esternare la propria essenza, ma anche per chi, ancora, pensa che l’omosessualità sia qualcosa da cui tenersi lontano, qualcosa di perverso, di malato. Sono stanca di vedere intorno a me, persone che subiscono violenze, fisiche e verbali, senza motivo (partendo sempre comunque dal presupposto che la violenza, a prescindere, è sempre sbagliata, in qualsiasi tipo di situazione), solo perché amano una persona del loro stesso sesso. E’ assurdo vivere in una società in cui si manifestano comportamenti del genere, ho sempre pensato che la musica, una canzone, possa avere il potere di salvare, di far aprire la mente e il cuore e con il cuore aperto, con la speranza che l’amore omosessuale, non debba più essere discriminato, ho dato vita a tutto ciò”.

-Dove si può acquistare LUNA E MARE?

il singolo sarà acquistabile su ITunes e sui vari digital store musicali”.

Rosalba Angiuli

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