Le avventure di Cammello Caramello, un racconto demenziale di Pesaro Notizie

 

Anche per Cammello Caramello, tempo permettendo, è arrivato il sospirato momento delle vacanze estive, dopo una rimanente parte dell’anno trascorsa faticosamente a non fare niente di niente.

Ma chi è Cammello Caramello? Il protagonista in assoluto, l’eroe, un Cammello di micro dimensioni (per modo dire, visto che è perennemente fuori peso) e che, nonostante le sue fattezze animali, si comporta e parla come un uomo vero e proprio, dunque un vero animale, come recita Abatantuono in Attila.

Dalla sua scheda si evince: l’età, innanzitutto, che si aggira “quasi” sui 43 anni, le abitudini, quali brontolare, mangiare a più non posso, fumare sigarette e altre schifezze, dormire, professare l’arte di Michelasso, insomma, come si suole dire, mangiare, bere e andare a spasso.

Ma bando alle chiacchiere, ed ecco Cammello Caramello arrivare finalmente in spiaggia, dove sabbia, sole e caldo fanno rinascere in lui ricordi ancestrali.

Lui è attivissimo, con costume, magliettina con scritto “1974 – 40 anni di danni”,  marsupio della Nike, telo da bagno della AS Roma e crema abbronzante della Bilboa, senza dimenticare l’occhiale griffato Ryban che gli avvolge tutto il muso e gli da un aria da boss dell’Adriatico, anzi dell’Adriatic Coast.

Ma appena mette piede, anzi zampa, sulla sabbia finalmente rovente, il navigatore svagato del deserto ha un sobbalzo e comincia  a lanciare delle irripetibili bestemmie mischiate a sue tipiche imprecazioni, insomma un vero e proprio turpiloquio.

Di queste l’unica che si può riportare è: c……se scotta!

Barcollando un po’, scavalcando secchielli, palette e annaffiatori e parlando con i vari cormorani che volteggiano su Bagni Tina, il bagno sicuramente più storico di Pesaro, posizionato sul lato della spiaggia di Ponente proprio al ridosso del moletto, Cammello sempre con il suo fare fiero approda al suo ombrellone, in terza fila, e anche qui giù una serie di improperi verso i vicini che si sono erroneamente appropriati della sua sedia regista e hanno spostato il suo lettino.

Cammello non resiste alla litigata furibonda, solo Fabrizio e Fabius, i bagnini, accorsi in un batter d’occhio dopo che la bestiaccia fa volare la regista con tanto di crucca appollaiata sopra, riescono a sedare una rissa che sta per avvenire con il marito e un altro strano energumeno avvicinatosi sul luogo del delitto, perché si sa che c’è sempre l’attaccabrighe di turno che si intrufola con ogni scusa, o senza neppure quella, magari per menare le mani o seminare zizzania, anche se poi lui ovviamente non c’entra nulla, inventandosi le scusa più assurde del tipo che ha visto tutto, che lui è intervenuto solo per placare gli animi e poi, ovviamente, getta benzina sul fuoco.

Il nostro quadrupede, rassegnato, si butta sul lettino, ma sbatte la seconda gobba contro la prima e lancia un ulteriore orrido grido di dolore che fa girare tutti i bagnanti intorno, a questo punto diciamo che il suo primo giorno al mare non è certamente passato inosservato,  ma Cammello non ha pace, tira fuori dallo zainetto la crema abbronzante nuova di pacca e inizia a spalmarsela ovunque, ricordandosi solo poi che è totalmente coperto di peli e ritrovandosi, così, tutto impiastricciato e unto, ma almeno coperto dai danni dei raggi solari.

Cammello si rilassa finalmente un po’, ma non fa in tempo a tranquillizzarsi, che un pallone lanciato da qualcuno a qualcun altro, piomba sul suo muso facendogli sbattere tutti i suoi 49 denti, riportandolo con la mente a pensare all’appuntamento che ha fissato nel primo pomeriggio con un dentista di via Cecchi, la via più movimentata di Pesaro.

Ci vuole pazienza, per stare al mare, tanta pazienza……con questa constatazione il nostro eroe lascia finalmente perdere e dimenticando la pallonata si gira dalla parte opposta, non prima di aver forato il pallone, poi si mette a sonnecchiare, giusto in tempo per ribaltarsi completamente sulla sabbia.

Ok, tutto a posto, Cammello accaldato, appiccicato e completamente insabbiato, decide di farsi un bagnetto, entra in acqua  e subito è sommerso da un onda potente e si diverte, nonostante l’acqua sia ghiacciata, a cavalcarla in stile surf, ma poi tutto quello sbattimento lo stanca perché, onda dopo onda, si accorge di non avere più il fisico per queste prodezze da ragazzino e  alla lunga decide che è  meglio tornare a riva, farsi una doccia calda, scroccando un gettone alla Tina, e dedicarsi ad una lettura profondamente impegnata, ovvero quella della Gazzetta dello Sport.

Vento permettendo, però, perché  riesce a leggere solo l’oroscopo e il bollettino meteo che prevede, come al solito, temporali in arrivo e mal tempo per un paio di giorni, poi il giornale si mette a svolazzare e Cammello deve correre dietro, travolgendo tutto e tutti, ai fogli che si allontanano sempre di più da lui.

Ovviamente la pagina che più gli interessa, ovvero quello sulla magica Roma, finisce dritta dritta su due militari della guardia costiera che pattugliano la spiaggia per evitare la presenza di vu cumprà e che gliela sequestrano, richiamando l’essere abominevole a un comportamento più civile, previa l’espulsione diretta dallo stabilimento, infatti nella sua corsa sfrenata la bestia poco prima ha travolto davvero tutto e tutti.

A questo punto, l’anima ultras giallo-rossa si accende e ne scaturisce dapprima una discussione che, poco dopo, sfocia in una colluttazione fisica. Caramello, ovviamente, ha la peggio, e viene deriso perfino da un bimbo che veste una orribile maglia interista e dal suo papà che se la ride e sbatte tutta la scena su you tube. Ma la beffa arriva alla fine, perché mentre Cammello è a terra e pensa a quale macumba gli hanno fatto, viene anche beffeggiato da altri vu cumprà che sfilano dinnanzi a lui a getto continuo, mentre la guardia costiera finisce al bar a prendere il caffè.

Il nostro amico, deluso da quanto  è accaduto, si rialza, e capisce che non è giornata per lui, ci saranno sicuramente altri momenti migliori per mettersi a prendere il sole, inforca cosi la sua bici e sfreccia come un pazzo spintonando a sinistra e destra (tanto lo fanno tutti) sulla pista ciclabile (dove si riunisce la maggior parte della gente più schizzata specie nelle ore peggiori della giornata, fra nuovi Pantani, lumache e gente che forse farebbe bene ad andare a piedi), a questo punto sempre lui punta il navigatore sulla gastronomia del Porto e in poco tempo arriva lì per procacciarsi il cibo.

Dopo una lunga fila, alla fine riesce a fare sue uno spaghetto allo scoglio e una dozzina di cozze gratinate, con l’aggiunta di una piada e una bella birra gelata. Cortesemente saluta Oscar e compagnia e si dirige verso la panchina più vicina, lì si pappa il suo pranzetto e medita vendetta per il primo giorno di mare.

Ma c’è da scommettere che non finisce certo qui, anzi…

 

Danilo Billi

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