Lo scrittore Faeti a Pesaro “La sconfitta di Caporetto è ancora attuale e per gli italiani vi è un intrinseco bisogno”. Lo scrittore presenta il romanzo di Ermanno Pierpaoli Eroi sprecati

 

“Per me nell’attuale situazione di crisi economica, politica, morale e culturale, occorrebbe che si verifichi in Italia una nuova Caporetto, perchè siamo un popolo che ha un intrinseco bisogno di toccare il fondo per poi rivedere le stelle e ritrovare la forza per arrivare ad una simbolica Vittorio Veneto e vincere la battaglia. Purtroppo, l’animaccia italiana è questa”.

-Prof.Faeti siamo in pieno periodo delle celebrazioni dei 100 anni dalla Grande Guerra. Che cosa rimane soprattutto per le nuove generazioni?

“I giovani oggi sono molto lontani, non solo culturalmente ma anche valorialmente, dal significato della Prima Guerra Mondiale. Vi è una bibliografia dedicata alla grande guerra che è sconfinata. Ma in realtà quei libri vengono letti pochissimo dagli italiani, anche perché in gran parte sono di contenuti storici”.

Vi è un libro che sta ottenendo vivi apprezzamenti dalla critica, da ultimo da parte del compianto Giorgio Barberi Squarotti, il titolo è Eroi sprecati dello scrittore fanese Ermanno Pierpaoli. I motivi sono tanti, ma ciò che colpisce in questo romanzo sono le avventure esistenziali del protagonisti in un contesto, quello della grande guerra, dei ghiacciai con gli alpini. E in questo contesto drammatico nasce un grande amore, contrastato dagli odi, dalle ambiguità, ma anche dalla solidarietà e fratellanza. E d’altronde nel romanzo di Pierpaoli, il tema dell’appartenenza è superato dai confini geografici. Vi è un romanzo di Andrea Molerini “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, ambientato nell’arco temporale tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1919, in cui l’esercito austriaco, che aveva gioito per la vittoria di Caporetto, subisce poi una disfatta successiva. L’inverso di ciò che è avvenuto nelle trincee italiane. Eppure scrive Pierpaoli, gli austriaci ammiravano gli alpini italiani, spesso sui sentimenti della solidarietà prevalevano le regole della guerra. E alla legge della sopravvivenza del più forte veniva sostituita dalla capacità di cooperare che è un elemento essenziale per il successo,soprattutto nelle frage più deboli.”

Paolo Montanari

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