Antonio Tricomi docente all’Università di Urbino, racconta di cronache letterarie dei nostri giorni

 

E’ in libreria in questi giorni un bel volume di Antonio Tricomi, docente all’Università di Urbino, critico letterario e cinematografico, dal titolo Cronache letterarie (ed.Galaad).
Antonio Tricomi è autore di numerosi saggi quali, “Nessuna militanza, nessun compiacimento”, “Poveri esercizi di di critica non dovuta”; “Sull’opera mancata di Pasolini. Un autore irrisolto e il suo laboratorio ”; la “Repubblica delle lettere”. Generazioni, scrittori, società nell’Itlalia contemporanea; Fotogrammi dal moderno. Glosse sul cinema e la letteratura.

-Prof.Tricomi, perchè un titolo così multimediale, come cronache letterarie?

“Il titolo trae in inganno, perchè in realtà non sono cronache; non inseguono infatti, né desiderano vagliare sistematicamente le principali novità editoriali. Scelgono piuttosto di sondarne pazientemente alcune con l’intento di valorizzare la tradizionale attitudine del saggismo: prodursi in classici esercizi di critica della cultura. E’ dunque in primo luogo una riflessione sul nostro tempo quella che merge dall corpo del volume con scrittori come Affinati, Broch, Carrere, De Angelis, DeLillo, Durrenmatt, Falco,Houellebecq, Junger, Lagioia, Pynchon, Joseph e Philip Roth, Saviano, Siti, Vasta. Se viviamo in una cronica sterilità sociale, dobbiamo riconoscere nella critica letteraria un raffinato strumento di conoscenza”.

-Il volume si divide in tre parti: Primo taccuino, Pur breve vacanza studio e Secondo taccuino. Ci può spiegare il significato di questa divisione?

“Il taccuino è un libretto in cui si annotano pensieri, ma nel mio caso prende spunto dal Primo taccuino (marzo 2014-giugno 2015), in cui ho raccolto recensioni, articoli e brevi saggi, di vari argomenti, dal Don Chisciotte, ai Quaderni neri di Heidegger, l’analisi dei racconti di Walter Siti e di Giorgio Falco, fino ad arrivare a De Lillo. In sostanza nel primo taccuino, che preannuncia gli scritti di vari autori, si evidenzia il tema del collezionismo. Conservare il denaro, conservare gli oggetti, attribuire valore alle cose che altri hanno buttato via”.

-Per breve vacanza studio, che cosa evidenzia?

“Anche qui i racconti assumono altri connotati. Coloro che scrivono i propri fantasmi, come afferma Sartre, in perfetta complicità con se stessi ci consegnano necessariamente la presenza del mondo nella misura in cui effettivamente esso li condiziona e in quanto il loro posto nella società è, in parte, la ragione del loro modo di scrivere: nel momento in cui sono in perfetto accordo con se stessi, i riconosce in loro una particolarizzazione dell’idealismo borghese e dell’individualismo”.

-Infine il secondo taccuino….

“Questa terza raccolta che ho fatto dal settembre 2015 ad aprile 2017, vuole indicare i limiti della critica che è in decadenza. Oggi il feto di un’opera nuova sembra più interessante del corpo ben formato di un’opera e allora bisogna costringersi alla critica per gli stessi motivi per cui è necessaria una critica dell’intenzione attraverso il comportamento e inevitabile una ricerca di valori dopo il grado zero del valore. Ho voluto citare Ottiero Ottieri, per comprendere i limiti della critica letteraria”.

 

Paolo Montanari

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