Il pittore Alessandro Tonti la pittura e il paesaggio pesarese distrutto dai nuovi cantieri estivi

Cezanne il più grande e innovatore pittore francese, affermava che il paesaggio, inteso anche come struttura urbanistica deve rimanere intatto e se distrutto non va ricopiato. Questo concetto vede il pittore, famoso artista pesarese, Alessandro Tonti, completamente concorde. “In questi giorni in particolare il centro storico è un grande cantiere. Ma a che serve fare tutti questi lavori, quando ad esempio via San Francesco, sta perdendo la sua naturale funzione viaria, antica e nobile. Ho visto cambiare i sanpietrini, ma sono gli stessi apparentemente. Ma in realtà, la via secolare, congiunzione di antiche chiese con il centro storico, sta perdendo quelle atmosfere. Che senso ha rifare la pavimentazione laterale, quando si perde l’identità del luogo? A parte le proteste dei commercianti legittime nel periodo estivo, perchè i nostri amministratori vogliono emulare il vecchio con il nuovo, quando di originale si perde quasi tutto?”.
-Ma maestro Tonti, lei che ha attraversato vari periodi artistici, ora è arrivato ad un bivio: il ritorno all’origine della pittura o il vuoto bianco nella raffigurazione dello studio. Perchè?

“Io passo contemporaneamente dalla pittura paesaggistica tradizionale, che vorrei non venisse mai riprodotta, ad una crisi di valori di nuovi temi, che in questo momento  mi stanno bloccando. Il foglio bianco al centro del mio quadro ad olio in cui riproduco il mio studio, ha proprio questo significato. Vivo in una realtà caotica, globalizzata e questo si risente anche in una confusione che coinvolge la cultura e la pittura. Preferisco in questo periodo il silenzio e riflettere”.
-Ma perchè allora tutto questo rifiorire di mostre, e Urbino nel nostro Territorio ne è un esempio significativo?
“Perché vi è la necessità di una cultura che colpisca l’immaginario collettivo. Quindi l’arrivo di un presunto Leonardo, di Tiziano, rientrano in questa operazione culturale. Io credo invece che la pittura deve partire da una ricerca che prescinde la popolarità, ma una ricerca interiore. Quando riguardo i miei quadri li vedo già vecchi e vorrei rinnovarli. Qualche volta vorrei cancellare il disegno nella mia tela, perché la considero vecchia. E’ questo il mio rinnovamento”.
Paolo Montanari  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...