Collettiva d’arte nella galleria d’arte san Domenico

Opere di Giorgio Verzolini (foto di repertorio)

 

E’ in corso presso la galleria comunale S.Domenico una collettiva a 6: pittura-scultura a cura dello studio Giuseppe Adragna. Espongono il pittore, poeta, Maurizio Archiletti di Frosinone, il pittore-scultore di Sassocorvaro, Patrizio Carburi, la pittrice di Pesaro Marilena Dell’oste, lo scultore fanese Fabio Falcioni, la pittrice di Città di Castello Natascia Marinelli e il pittore-scultore-archeoclub di Pesaro Giorgio Verzolini. Ospite l’artista italo-americano Alexander Calder. Maurizio Archiletti è un artista cosmopolita, dalla personalità curiosa e ri-cercata. Nella sua carriera ha eseguito 21 mostre, ed ha realizzato più di 500 Opere. E’ anche poeta e la raccolta Psssssss è dedicata a Maurice Boff. L’eccentricità poetica per cui l’artista si chiede come in un dilemma amletico: “Assimilate e superate? Nate prima del RAP esse, le poesie, erano di già cantilene musicali a rtimo eccitante ed incalzante. La nova poesia: dice o non dice? dice tutto senza dire niente o dice niente per dire tutto?”. Una personalità aperta tanto che concepisce in tre anni 103 quadri, per realizzare La storia dell’arte, dalle origini ai giorni nostri. In mostra a Pesaro significative tele del maestro  Giorgio Verzolini, artista e sub pesarese, negli anni è riuscito a costruirsi un linguaggio libero dove vi è l’intreccio fra la storia, la ricerca archeologica, la natura marina, in un cromatismo sorprendente dove la fantasia pittorica affiora anche in bassorilievi sorprendenti. Il lavoro prodotto dall’autore Patrizio Carburi è una riflessione su un’ideale estetico, ma soprattutto un’esperienza interiore che cambia il modo di vedere gli oggetti, che esalta la capacità di trovare “L’armonia anche nelle cose apparentemente più diverse. La bellezza delle cose insolite, antidoto all’idea di bellezza imperante, così fasulla, stecchevole e istituzionale che anestetizza la società occidentale. Il pluralismo culturale è una forma di ecologia certamente auspicabile, per fronteggiare la tendenza incalzante verso l’appiattimento digitale di tutte le esperienze sensoriali”. Il dollaro, il significato del potere dell’impero americano si autodistrugge e diviene un messaggio lancinante nella notte dei tempi, Marilena dell’Oste nata a Benevento vive a Pesaro. Ha amato la pittura fin da bambina e ancora ogi dedica la sua vita ad essa. Qualcuno diceva che da piccole cose possono nascere grandi cose, come da un piccolo puntino nero può nascere un mondo intero. Il mondo pittorico di Marilena Dell’Oste è certamente surrealista, con forti influenze derivate dall’opera di Dalì. L’impianto cromatico è molto equilibrato.

Paolo Montanari

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