Il maestro pesarese Stefano Bartolucci, dirige per la prima volta Traviata al teatro Gentile di Fabriano. Attesa da tutta la regione

Sabato 13 maggio alle ore 21,00 il teatro Gentile di Fabriano, uno dei teatri più grandi delle Marche, ospiterà la Traviata di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro pesarese Stefano Bartolucci che, per la prima volta, sale sul podio prestigioso del teatro Gentile da Fabriano. Una nota musicale. In una recente visita al teatro Gentile, il maestro Riccardo Muti, lo ha definito uno dei più acustici d’Italia. L’attesa è molta e da molte parti della Regione Marche sono pronti a raggiungere Fabriano molti musicofoli e melomani. L’opera su libretto di Piave, fa parte della trilogia popolare di Verdi, ed è considerata l’opera più eseguita al mondo. Il maestro Stefano Bartolucci, oltre a dirigere l’orchestra de I Cameristi del Montefeltro, dirige anche il coro di Città Futura. La regia già collaudata, molto intensa ed estrema è di Julija Samsonova – Khayet, soprano di fama internazionale che, in Traviata, interpreterà il ruolo di Flora. Alfredo sarà il tenore bolognese Davide Paltretti, che ha una grande esperienza in questo ruolo, il Barone sarà Olivier Mani, Giorgio Germont, Daniele Girometti con la sua autorevolezza vocale e interpretativa, una grande Violetta interpretata da Kelly Mclendon, con una padronanza vocale riconosciuta a livello internazionale. Ricordiamo recentemente la sua intensa interpretazione di Mimì in Boheme a Cattolica e al teatro Raffaello di Urbino. Un grande Patrizio Saudelli, tenore reduce da tournèe in Germania nel ruolo di Gastone e il Dottore interpretato da Guglielmo Ugolini. La scenografia è di Matteo Scarpellini e l’arredamento è di Spazio Retrò di Sara Bacciocchi e la coreografia dell’Accademia di danza di Antonella Bartolacci di Riccione.

-Maestro Bartolucci, per l prima volta al Gentile di Fabriano, con un’opera popolare ma altrettanto difficile come La Traviata. Come si sente?
“Sono molto emozionato, ma mi sento fiducioso che tutto possa andare per il meglio, in quanto la Traviata l’abbiamo già portata a Cattolica e Cagli. L’unica variante a Fabriano sarà la presenza di un nuovo tenore nel ruolo di Alfredo, Davide Paltretti, dalle grandi doti interpretative che proprio in Traviata ha il suo cavallo di battaglia. Certamente l’impegno della direzione orchestrale, del coro e di seguire i cantanti, è molto forte. E da parte mia vi è una responsabilità più grande. Infatti, è difficile avventurarsi in nuovi percorsi musicali, quando di Traviata hanno detto tutto o quasi tutto i grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi. Ma come ha scritto in un bel libro Daniel Baremboim, il direttore d’orchestra ogni volta che sale sul podio, deve interpretare e dirigere come se fosse la prima volta”.
-Dunque maestro un impegno musicologico profondo e sentito?
“Certo, vi è tensione dal primo all’ultimo atto con momenti più difficili  per l’orchestra, che già nelle due esecuzioni precedenti di Traviata, ha dimostrato di raggiungere un equilibrio musicale rasente la perfezione. Traviata è l’opera dei sentimenti che si susseguono, dalla passione, all’amore vero, dal tradimento, all’odio, dalla disperazione alla rassegnazione. Dunque chiederò ai musicisti una tensione emotiva sempre più coinvolgente senza pause”.
-La Traviata ha avuto un grande successo a Cattolica e a Cagli, pensate di ripeteszi in un teatro prestigioso e con pubblico raffinato come quello di Fabriano?
“Cercheremo di fare anche meglio. Soprattutto l’entrata iniziale del coro nel primo atto”.
-Ma perché Traviata è un’opera sempre attuale?
“Perchè nonostante fosse stata ripresa dal romanzo di Alexander Dumas figlio, La signora delle camelie in pieno Ottocento, la figura di Violetta è quella di una donna anti borghese dei nostri tempi, spesso violentate non solo con l’acido, ma anche uccise dai propri compagni. Verdi intuì la modernità di questa donna e ne costruì un’opera in cui i momenti ludici-brillanti si frammistano al dramma esistenziale di Violetta, una donna non valorizzata, uno spirito altruista apparentemente debole ma in realtà forte e che per amore e per la parola data, sacrifica la sua vita. Una storia del genere ripresa dal genio musicale verdiano ha e continua a coinvolgere migliaia di ascoltatori che in gran parte si identificano in quel ruolo”.
-Maestro Bartolucci, quali saranno i prossimi impegni del Coro di Città Futura?
“Presto organizzeremo la rassegna dei Cori di Primavera alla’Abbadia di San Tommaso. Poi tanti concerti in provincia e in tante parti d’Italia. Quindi l’impegno lirico, che vedrà il coro e me personalmente a realizzare con la regia di Roberto Ripesi, quest’estate dell’Elisir d’amore. E per il 2018 si stanno aprendo i nostri allestimenti musicali per Carmen di Bizet e Madame Butterlfy di Puccini”.
Paolo Montanari

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...