Per la prima volta pubblicato il carteggio inedito e completo fra il grande critico d’arte Cesare Brandi e il pittore Giorgio Morandi. L’iniziativa è di un pesarese il prof.Vittorio Rubiu

 

Non sempre le città di provincia sono lasciate ai margini della grande cultura. Un esempio concreto è la pubblicazione del poderoso volume Cesare Brandi CREDI AL MIO PESSIMO E TENERISSIMO CARATTERE Lettere 1930-1981 a cura di Vittorio Rubiu Brandi e Marilena Pasquali (Ed.Castelvecchi). Il libro è già nelle librerie di tutt’Italia da pochi giorni ed è un evento culturale artistico, in cui si possono vedere i rapporti fra il grande critico d’arte Cesare Brandi, che per molti anni fu direrettore generale per il restauro nel mondo e Giorgio Morandi, Giulio Carlo Argan, Mario Tobino e anche qualche staffilata polemica ad un altro maestro dell’arte Francesco Arcangeli. Ma cosa c’entra tutto questo con Pesaro e le Marche? Vi è un filo di Pandora che collega in particolare la città di Rossini con Cesare Brandi ed è un altro personaggio, schivo ma di grande sensibilità culturale che è Vittorio Rubiu, che vive e lavora a Pesaro. Vittorio, nonostante la differenza di età e di gusti generazionali lo considero un amico, perché è stato uno di quei maestri riservati che mi hanno fatto conoscere ed amare Cesare Brandi, la sua estetica dell’arte. Vittorio Rubiu, romano di nascita, rimase orfano e Cesare Brandi, scapolo, lo prese con sè, lo aiutò a studiare e lo nominò erede editoriale di tutta l’opera brandiana, costituita da saggi sulla filosofia dell’arte, l’estetica, i viaggi in Italia e i viaggi letterari. Vittorio Rubiu divenne insegnante ed ebbe la sua prima cattedra a Fano. Si sposò con Giuseppina Zicari, insegnante e figlia di un altro grande dell’arte italiana, Tullio Zicari, il razionalista marchigiano. Ora vive nella quiete pesarese, con l’unico intento di rispettare l’impegno preso nei confronti di un padre adottivo così severo e umano. Accanto a Vittorio Rubiu per la realizzazione del libro vi è stata una importante curatrice, Marilena Pasquali, anche lei profonda conoscitrice e curatrice del famoso museo di Giorgio Morandi a Bologna.

-Prof.Rubiu, perchè avete deciso di pubblicare questo volume?
“Vi è tutto un iter editoriale intorno all ‘epistolario fra Brandi e Morandi. Nel 1990 feci uscire la prima edizione dell’epistolario che, però, era ridotta, che si rifaceva a quella originale del 1942 e ristampata nel 1952. Avendo ritrovato nei fondi Brandi-Morandi altro materiale e in particolare il fitto epistolario fra i due e poi con Argan ed altri artisti, ho deciso insieme alla professoressa Pasquali di far pubblicare questa opera postuma. Vi è stata fra Brandi e Morandi non solo una amicizia, ma anche una stima reciproca, legata agli studi estetici di Brandi, che Morandi dal suo solitario studio bolognese, seguiva costantemente. Chi pensa che Morandi fosse fuori dalla realtà, si sbaglia. Morandi visse il suo iter artistico in maniera ompleta, sentendo gli influssi dei movimenti, ma rimanendo legato alle nature morte”.
-Lei ha fatto pubblicare anche delle lettere in cui vi è stata la nota polemica con Francesco Arcangeli, uno dei padri della critica d’arte come Pallucchini, Lionello Venturi, Perchè questa discordia?
“Arcangeli si era schierato contro il saggio monografico che Brandi aveva pubblicato su Morandi, perché non dava l’importanza artistica al pittore bolognese. Da qui una polemica che è durata nel tempo. Inoltre era anche contrario all’amicizia di Brandi con Argan, perchè aveva una visione della politica dell’arte diversa”.
-In queste lettere si evidenziano, affetti, letture e idiosincrasie inedite di Brandi ai suoi amici.
“Brandi aveva una personalità complessa e spigolosa. Molto bella è la lettera indirizzata a Mario Tobino, dove Brandi scrisse: “Dopo un periodo di inerzia, ieri ho ripreso il tuo Veleno e Amore, raccolta di poesie, Edizioni della Rivoluzione Firenze, e io non ne trassi che amore”.
-Ormai sono decine le opere che lei professor Rubiu ha pubblicato su Brandi. Prossimo impegno?
“Farò per l’edizione della Cometa insieme a Giuseppe Appella, un saggio con gli scritti su Brandi, ciè di critici, autori e artisti, che hanno partato del grande critico,storico e restauratore dell’arte”.
Paolo Montanari

 

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