TEATROLTRE, SABATO 29 APRILE A PESARO

 

ANAGOOR PRESENTA SOCRATE IL SOPRAVVISSUTO / COME LE FOGLIE

 

 

Immagini di folgorante intensità si intrecciano alla questione educativa, al rapporto maestro-discepolo e sapere-potere in Socrate il sopravvissuto / come le foglie, uno spettacolo proposto sabato 29 aprile al Teatro Rossini di Pesaro nel cartellone di TeatrOltre promosso dal Comune di Pesaro con l’AMAT, un lavoro imperdibile che consacra la compagnia Anagoor a essere una delle formazioni più lucide e raffinate del nostro tempo.

 

“Stiamo accumulando un ritardo colpevole. Serve che si levi un pensiero alto e articolato – scrive la compagnia nelle note allo spettacolo – attorno all’educare oggi, alla cura delle coscienze in formazione. Un pensiero che rilevi la stretta connessione tra processo della conoscenza e ricerca della giustizia, tra strumenti del conoscere e pratica politica. Un pensiero che smetta di separare la filosofia dalla vita, che ricucia lo strappo tra anima e corpo e inviti all’eterna e mai perfetta ricerca della verità unico baluardo contro l’assenza di senso della storia e dell’esistenza”.

 

Con Socrate il sopravvissuto Anagoor entra all’interno di una classe, in una scuola come tante. Lo fa inseguendo alcune pagine del romanzo di Antonio Scurati, Il sopravvissuto – con innesti liberamente ispirati a Platone e a Cees Nooteboom – e assumendo il punto di vista di chi si dispone di fronte ad un gruppo di giovani incaricato della loro educazione. Non un adattamento teatrale del romanzo, ma, come di consueto nelle creazioni di Anagoor, alcune tra le pagine più emblematiche del libro si intrecciano come un fiume carsico ad altre vicende, altre parole, altre dimensioni temporali: in questo caso gli ultimi momenti di vita di Socrate attorniato dai suoi discepoli prima della condanna a morte.

 

Il nucleo profondo dell’azione è la solitudine del professore a cui i sogni “sono cascati di dosso”, ma che si sente in obbligo di nutrire i sogni dei ragazzi, ed è l’infelicità di costoro, feriti nella loro ricerca di “altri sentieri verso l’assoluto”. È lo struggente contrasto fra la consapevolezza adulta del dolore e il bisogno dei giovani di cogliere “il palpito dell’infinito”. È il rapporto tra corpo e anima, tra aspirazione all’immortalità e coscienza della fine. In questo incontro-scontro fra l’insegnamento come inganno a fin di bene e il “sesto senso per la sofferenza cosmica, che è l’unica facoltà conoscitiva in possesso della giovinezza”.

 

La drammaturgia dello spettacolo – coprodotto da Festival delle Colline Torinesi e Centrale Fies – è di Simone Derai e Patrizia Vercesi. In scena una nutrita compagnia d’attori, diretta dalla regia di Simone Derai. Le maschere sono di Silvia Bragagnolo, Simone Derai, i costumi di Serena Bussolaro, Simone Derai, le musiche e il sound design di Mauro Martinuz, il video di Simone Derai e Giulio Favotto.

 

Per informazioni e biglietti (10 euro): Teatro Rossini 0721 387621. Inizio spettacolo ore 21.

 

AMAT

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