Rossini, Leopardi e Pasolini, che antimodernisti profetici. Il convegno su Leopardi alla Società operaia di mutuo soccorso di Pesaro

 

“Leopardi Pasolini e il vostro concittadino Rossini, furono antimodernisti con una genialità profetica. Apparentemente potrebbero persone per tutte le stagioni,di destra e di sinistra, ma in realtà furono protagonisti dei loro tempi con una lungimiranza sorprendente”. Sono le parole inviate in un messaggio di augurio al convegno sul mondo letterario in Giacomo Leopardi, che si terrà questo pomeriggio nella sede della Società Operaia del Mutuo Soccorso di Pesaro, da parte del professor Alberto Folin dell’università di Padova, uno dei massimi esperti leopardiani e membro scientifico del Centro studi leopardiani di Recanati. Folin ha inviato questo messaggio, perchè non poteva essere presente all’incontro pesarese, in quanto impegnato a Napoli, da tempo, in un dibattito filosofico con Massimo Cacciari. Ma l’iniziativa culturale voluta dal presidente della Società Operaia del Mutuo Soccorso, Emilio Melchiorri, sarà un momento di riferimento ai recenti studi critici sul pensiero leopardiano. Relatore della serata il giornalista Paolo Montanari, critico cinematografico e letterario, che proprio sui cambiamenti culturali e antropologici, che investiranno Leopardi, si soffermerà con una riflessione, che si può estendere a Rossini e Pasolini. Leopardi detestava il clamore e amava il silenzio del  borgo natio, ma per superare la chiusura conservatrice della cultura di Recanati, nella corrispondenza con Pietro Giordani, aveva cercato di  evadere e addirittura di cercare nel frastuono ludico di Napoli, l’ispirazione poetica. Vi è un’analogia con Rossini, nel suo girovagare, da Bologna a Napoli, Roma ,Venezia e Passy in Francia. Il poeta, l’artista sono sempre in cerca di luoghi ispiratori. L’enigmatico silenzio creativo di Rossini dopo il successo del Guillaume Tell nel 1829, non ha mai trovato una risposta scientifica, ma interpretazioni linguistica, socioculturale,neurologica, psicoanalitica e anche astrologica. Ma un dato di fatto, che Rossini, ricchissimo e sofferente di depressioni cicliche, era arrivato ad un capo linea? Penso proprio di no. Perchè la gestazione dello Stabat Mater e i Peches de Viellesse, stanno a dimostrare il contrario. Lo stesso discorso si potrebbe fare per Giacomo Leopardi, che nel suo esilio napoletano, nelle campagne vicino al Vesuvio, pur essendo stanco e malato, ebbe ancora il tempo di riflettere e scrivere. Sia per Rossini e Leopardi avanza il modernismo. I miti settecenteschi si stavano dissovendo e avanzava il treno, che Rossini mal digeriva, ma che a quella creatura mostruosa aveva dedicato uno dei peches. Il discorso su Pasolini non è uguale ma simile. Anche lui, come Leopardi lascia il borgo natio, che divene selvaggio, la morte del fratello, Casarsa del Friuli. Anche Pasolini peregrina a Bologna, se ne allontana e trova nella perfieria romana, la fonte di ispirazione poetica, letteraria,cinematografica e la morte. Tre laici geniali, tutti e tre, Leopardi, Rossini e Pasolini, con una forte ricerca religiosa, che in Leopardi e Pasolini sfocia nel pessimismo cosmico e in Petrolio. Durante la serata l’attrice Carla Rondanini, leggerà le poesie di Leopardi, seguendo un iter cronologico e tematico. L’incontro si terrà questa sera 21 aprile ore 18 sede storica Società Operaia Mutuo Soccorso di Pesaro in via Cairoli. Ingresso libero.

Paolo Montanari

 

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