Il verde dell’Expo continua a vivere anche a Pesaro

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Lunedì 7 dicembre/Arrivate le prime piante in piazzale Matteotti

Oltre 10mila piante salvate grazie al “Progetto recupero verde Expo”

Quattro platani del padiglione olandese dell’Expo messi a dimora nell’area verde di piazzale Matteotti. E ancora fiori e alberi da frutto del padiglione francese al parco Miralfiore. Fanno parte delle oltre 10mila piante “salvate”, dopo la chiusura dell’evento mondiale a Milano, dal gruppo di volontari che fa capo a Olga Moskvina.

Questa mattina in piazzale Matteotti a “dirigere” i lavori c’era anche lei, l’architetto paesaggista  residente a Pesaro che ha ideato il “Progetto recupero verde Expo” e c’erano gli operai del servizio urbano di Aspes spa coordinati da Vittorio Vagnini, il presidente di Aspes spa Luca Pieri, Franco Arceci capogabinetto del Comune e Marco Montagna.

Il recupero del verde grazie ai volontari

“Tutto è nato da una segnalazione che Marco Montagna ha fatto al sindaco qualche giorno fa – racconta il presidente di Aspes spa Luca Pieri -. E Ricci ha subito dato l’ok all’operazione, chiedendo  all’Aspes di coordinare l’intervento a Pesaro. Nel giro di tre giorni, siamo riusciti, grazie anche Vittorio Vagnini, a mettere in piedi un percorso che ci ha portato ad avere  una piccola parte di Expo anche qui. La cosa più importante è che grazie al progetto di recupero, e di questo va dato merito all’architetto Moskvina, si riuscirà a salvare tutto il verde dell’evento svoltosi a Milano e  che in questa maniera Expo continuerà a vivere in Italia, in tante città. Ci sarà quindi un beneficio diretto per la città, tra l’altro a costo a zero. Nulla va sprecato di un’esperienza così bella per l’Italia e il resto del mondo, quale quella di Expo, dal punto di vista ambientale”.

“Siamo molto soddisfatti  di aver partecipato a questo progetto contribuendo a salvare il verde di Expo e a portarlo in spazi pubblici dove potrà rivivere – ha detto il sindaco Matteo Ricci –. Avere tempestivamente collaborato a questa operazione di recupero portando nella nostra città un pezzo di Expo non solo contribuirà a migliorarla, ma anche a mantenere una memoria storica con l’esposizione universale di Milano e con tutte le nazioni che vi hanno partecipato”.

Marco Montagna, è entusiasta del progetto, e racconta: “La cosa più bella di questa iniziativa è il lavoro fatto dall’architetto Moskvina con i suoi volontari. Nessuno ci voleva credere, e sinceramente all’inizio neanche io… perché pensare di salvare il verde di Expo, gratis, era una pazzia. Tutti infatti vedevano queste meraviglie di giardini e tutti pensavano al giorno in cui sarebbero stati distrutti. Invece, grazie al suo progetto,  le piante sono state tutte salvate, grazie soprattutto ai volontari che si sono prestati. L’iniziativa quindi  ha un grande valore per due motivi: primo perché ha salvato il verde, secondo perché ha reso testimonianza che è possibile fare qualcosa di sostenibile. E  vedere 50 persone che lavorano come volontari, è davvero bello”.

Le cifre dell’architetto Olga Moskvina

“Le piante che stiamo mettendo a dimora vengono dal padiglione dell’Olanda – spiega -. Abbiamo suddiviso 20 platani tra i Comuni di Pesaro, Milano, Bollate e Arese. Così la memoria del padiglione dell’Olanda si divide e cresce, e continuerà a rimanere in 5 Comuni italiani. Altre piante invece saranno portate al parco Miralfiore  e provengono dal padiglione francese e del Marocco. In particolare dal Marocco provengono 50 rose, 50 sterlizie e magnolie stellate, mentre gli alberi da frutta arriveranno mercoledì: 11 peri, 2 meli, 5 peschi, e sono propri belli…”.

La memoria di Expo rimane e non si spreca nulla

“Il nostro progetto ha permesso di conservare non solo gli alberi ad alto fusto, ma anche tutti gli arbusti – continua l’architetto Moskvina -, tutta la frutta, tutte le erbe perenni che possono essere ripiantate nel verde pubblico. Ad oggi abbiamo salvato più di 10.000 piante, tra grandi e piccole. Circa l’80% di queste sono già state ripiantate, in un mese. E’ stato un miracolo perché sono riusciti a organizzarsi i Comuni, le imprese, sono arrivati gli sponsor… Ogni giorno sul nostro sito facebook pubblichiamo il lavoro fatto, i volontari che partecipano, le piante che abbiamo preso e i luoghi dove sono state ricollocate. Al termine faremo un bilancio e realizzeremo una mappa”.

Comune di Pesaro

 

 

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